Parrocchia Sant'Eusebio - CAGLIARI

caritas parrocchiale

TURNI

COMUNICATI

DECALOGO CARITAS                    RELAZIONE ATTIVITA' ANNO SOCIALE 2012

 

 

 

 

La bottega è aperta il lunedì e il venerdì dalle 17.00 alle 19.00

 

Che giova, fratelli miei, se uno dice di avere la fede ma non ha le opere?

Forse che quella fede può salvarlo?

Se un fratello o una sorella sono senza vestiti e sprovvisti del cibo quotidiano

e uno di voi dice loro:

"Andatevene in pace, riscaldatevi e saziatevi", ma non date loro il necessario per il corpo, che giova?

Così anche la fede: se non ha le opere, e' morta in se stessa.

 

 

PICCOLO VADEMECUM  DELL’OPERATORE CARITAS  (Approvato dal consiglio pastorale parrocchiale)

 

1) è  bello ritrovarsi alla caritas insieme ad amici, operatori e clienti, ma, per quanto è possibile, rispettate turni e orari.

2) Apriremo al pubblico in base alle disponibilità degli operatori

3) Non è opportuno, a meno che non si tratti di un capo che si può mettere subito sullo scaffale, che si smistino i capi di abbigliamento, in presenza degli offerenti e, men che meno dei clienti .

4) Non è opportuno che un operatore CARITAS esca dai locali con buste

· Neppure della propria spesa appena fatta al supermercato. Portatele prima a casa

· Neppure con indumenti da portare ad altri poveri

5) La pulizia dei locali, il riordino degli scaffali, la selezione e lo smistamento di quanto dobbiamo mettere a disposizione dei poveri, se possibile, è bene che avvenga in giorni e orari diversi dall’apertura al pubblico.

6) Ogni capo che ci viene consegnato deve essere esposto in maniera visibile sugli scaffali per almeno due giorni di apertura al pubblico

7) Per prelevare quanto servisse ad uso personale bisogna concordare giorni, ore e modalità evitando che diventi “diritto di prima scelta”. L’operatore caritas è l’ultimo non il primo a potersi servire. (Specie su questo punto attendo suggerimenti: si potrebbe pensare al mercoledì sera, se apriamo ai clienti solo la mattina, alla presenza di tutti i volontari o a quella di un responsabile a vostra scelta …)

8) Non è opportuno che un operatore caritas accantoni qualcosa per i propri “poveri”, li avvisi, se crede, ma senza accantonare né recapitare alcunché di persona.

9) Cerchiamo di inculcare anche ai clienti (e a maggior ragione mettiamolo in pratica) che non si prelevi più di un capo per volta: un pantalone, un maglione, una mutanda ….

10) Tutti gli operatori caritas si impegnano a rispettare e far rispettare questo regolamento.

11) È imbarazzante constatare che sarebbe necessario un sorvegliante, nessun operatore  vuole svolgere questo ingrato compito, ogni operatore deve sentire il dovere di correggere chi sbaglia o almeno informarne il parroco.

12) Chi non condivide queste semplici regole risparmi al parroco il dolore di intervenire drasticamente e a se stesso l’ignominia di essere stato allontanato.

13) È sempre difficile trattare con la gente e alla CARITAS  arrivano personalità le più disparate, l’operatore caritas è impegnato, con la grazia di Dio; ad accogliere tutti con cortese fermezza, privilegiando sempre la carità.

14) Copia di questo regolamento verrà resa consultabile nel sito della parrocchia ed esposta in maniera visibile nei locali della caritas.

 

   

 Il Parroco

Giuseppe Cadoni  

 

 

 

Ha iniziato la sua attività nel dicembre 2006, con l’installazione di un numero telefonico al quale chiunque poteva rivolgersi per piccoli servizi di assistenza .

In seguito, pur con molti dubbi sulla buona riuscita dell’iniziativa, ha aperto la“bottega della solidarietà”, per la raccolta e la distribuzione di indumenti usati.

La bottega ha avuto un successo insperato ed è attiva e frequentatissima.

Vi lavorano una ventina di volontari, in quattro turni di apertura distribuiti su tre giorni settimanali.

 

 

 

La Caritas è uno strumento.

Il fine è che la Parrocchia viva il comandamento dell’amore divenendo la chiesa del grembiule che si mette al servizio,e costituisce  segno di speranza e di fraternità.

E’ l’organismo pastorale ufficiale a cui è affidato il compito di sensibilizzare, promuovere, coordinare il servizio comunitario della carità, sia all’interno della comunità parrocchiale, come nel più vasto territorio in cui essa è inserita.

La Caritas ha prevalente funzione pedagogica che si concretizza:

  1. nell’evidenziare i bisogni;

  2. nel proporre occasioni di impegno;

  3. nell’individuare disponibilità;

  4. nel valorizzare competenze;

  5. nel suscitare risposte;

  6. Deve far si che la sofferenza di alcuni diventi un   problema e un impegno per tutti

 

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