Parrocchia sant'eusebio - CAGLIARI -

PREGHIERA COMUNITARIA 

PADRE NOSTRO

GUIDA: O Dio vieni a salvarci

TUTTI: Signore, vieni presto in nostro aiuto.

 

GUIDA:  Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo.

TUTTI: Com’era nel principio e ora e sempre, nei secoli dei secoli. Amen

 

GUIDA: Vieni, Spirito Santo, riempi i cuori dei tuoi fedeli ed accendi in essi il fuoco del tuo amore. Discenda in noi la forza del tuo Spirito creatore.

TUTTI: E la faccia della terra sarà rinnovata.

 

GUIDA: O Dio, che con il dono dello Spirito Santo guidi i credenti alla piena luce della verità, donaci di gustare nel tuo Spirito la vera sapienza e di godere sempre del suo conforto. Per Cristo nostro Signore.

TUTTI: Amen.

GUIDA: Il nostro incontro nasce dal proposito di riflettere sul Padre Nostro e di pregare seguendo la traccia che esso ci propone. Dandoci il “Padre nostro”, Gesù ha tracciato la via della pre­ghiera. Il “Padre nostro” non è tanto una preghiera “finita” quanto uno schema per pregare. Più che una preghiera già “confezionata”, è una preghiera da sviluppare. Più che una preghiera da “dire”, è una preghiera da “fare”. Il “Padre nostro” non lo si può solo recitare: bisogna pensarlo, penetrarlo, assimilarlo, perché è tutto un programma di vita. Gesù, insegnandocelo, non ci ha messo solo delle parole sulle labbra, ma ci ha dato dei concetti da sviluppare. Il “Padre nostro” è la preghiera riservata ai discepoli: “inse­gnaci a pregare, come anche Giovanni ha insegnato ai suoi discepoli”. È il distintivo di appartenenza a Lui. Per questo la Chiesa lo consegna solennemente al battezzato. Per questo possiamo dire che è la preghiera del nostro Battesimo! È la preghiera dell’”uomo nuovo”, che è rinato, in Cristo, alla vita divina, alla vita eterna.

Cominciamo con il raccoglierci in noi stessi per un minuto, liberando la mente da ogni distrazione per fare spazio all’ascolto della Parola di Dio.

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PADRE

GUIDA: La preghiera che Gesù ci insegna comincia con il nome Padre. Egli non si perde in giri di parole, in preamboli superflui, va dritto al cuore delle cose. Nel momento in cui acquisiamo la consapevolezza che Dio è nostro padre, tutto nella nostra vita acquista un nuovo significato.

 

1°LETTORE:   Dalla lettera ai Romani ( 8, 15)

 “Voi non avete ricevuto uno spirito da schiavi da ripiombare nella paura, ma avete ricevuto uno spirito di adozione a figli, in cui gridia­mo: Abbà. Lo Spirito stesso ce lo testimonia, che noi siamo figli di Dio”.

 

GUIDA: Recitiamo a cori alterni.

 Dal   Salmo 139

 

 Signore, tu mi scruti e mi conosci, tu sai quando seggo e quando mi alzo.

Penetri da lontano i miei pensieri, mi scruti quando cammino e quando riposo.

 

Ti sono note tutte le mie vie; la mia parola non è ancora sulla lingua e tu, Signore, già la conosci tutta.

Alle spalle e di fronte mi circondi e poni su di me la tua mano.

 

Sei tu che hai creato le mie viscere e mi hai tessuto nel seno di mia madre.

Ti lodo, perché mi hai fatto come un prodigio;sono stupende le tue opere, tu mi conosci fino in fondo.

 

Non ti erano nascoste le mie ossa quando venivo formato nel segreto, intessuto nelle profondità della terra.

 

Ancora informe mi hanno visto i tuoi occhi e tutto era scritto nel tuo libro; i miei giorni erano fissati, quando ancora non ne esisteva uno.

 

Quanto profondi per me i tuoi pensieri, quanto grande il loro numero, o Dio; se li conto sono più della sabbia, se li credo finiti, con te sono ancora.

 

Scrutami, Dio, e conosci il mio cuore, provami e conosci i miei pensieri: vedi se percorro una via di menzogna e guidami sulla via della vita.

 

GUIDA: Preghiamo. A ogni invocazione rispondiamo tutti: Ascoltaci, Padre.

 

1° LETTORE: Per noi tutti, quando ci sentiamo soli a reggere il peso di problemi che ci sembrano insormontabili, perché ci sentiamo confortati e rafforzati dalla tua presenza paterna, noi ti preghiamo.

 

2° LETTORE: Per quelli che non possono contare sul calore e il sostegno di una famiglia, perché possano riscoprire in te tutto l’amore di cui hanno bisogno, noi ti preghiamo.

 

3° LETTORE: Per quelli che si sono allontanati da te condizionati dall’immagine di un Dio duro e troppo esigente, perché riscoprano il tuo volto di padre buono e affettuoso con tutti i suoi figli, noi ti preghiamo.

 

CHI VUOLE può esprimere a voce alta una sua preghiera.

 

GUIDA: Padre santo, accogli la nostra preghiera umile e fiduciosa, aiutaci a conoscerti sempre di più perché sempre di più cresca il nostro amore per Te che ci ami di un amore infinito.

 

TUTTI: Amen. 

 

GUIDA: Noi tutti siamo certi dell’amore di nostro Padre Dio, ma quale risposta c’è da parte nostra? Quante volte lo offendiamo? Quante volte lo ignoriamo?  Prima di proseguire nella nostra preghiera, fermiamoci a riflettere per un minuto sulle nostre mancanze di amore verso il Padre e chiediamo il suo perdono.

 

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GUIDA: Cantiamo “Mi alzerò e andrò da mio padre”. (1° strofa) Pag. 23.

 II

NOSTRO

 

 

GUIDA: Gesù insegna a pregare al plurale. Nessuna invocazione del Padre Nostro è al singolare, nemmeno la richiesta del per­dono dei peccati.

Ciò significa che Gesù concepisce la pre­ghiera non solo come un'elevazione a Dio, ma anche come un'apertura profonda ai fratelli.

Essere figli di Dio significa essere fratelli di Gesù. Ce lo dice Lui stesso, esplicitamente, parlando a Maria Maddalena dopo la Resurrezione.

 

1° LETTORE: “Non mi trattenere, perché io non sono ancora salito al Padre; ma va’ dai miei fratelli e di’ loro: Io salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro”. (Gv:20,17)

 

GUIDA: È Gesù che ci fa conoscere il Padre e ci insegna ad amarlo; una delle condizioni richieste per amare Dio è amare i fratelli, come ci dice san Giovanni.

 

2°LETTORE: Carissimi, se Dio ci ha amato, anche noi dobbiamo amarci gli uni gli altri […] Se uno dicesse: “Io amo Dio” e odiasse il suo fratello, è un mentitore.

Chi infatti non ama il proprio fratello che vede, non può amare Dio che non vede.

Questo è il comandamento che abbiamo da Lui: chi ama Dio, ami anche il suo fratello. (1Gv 4,11. 20-21)

 

 GUIDA: Riflettiamo per un minuto in silenzio.

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GUIDA: Ciascuno di noi, ora, invochi la preghiera di tutti per chi gli sta accanto, dicendo: “Per (nome), noi ti preghiamo”. Tutti rispondiamo: Ascoltaci, Signore.

 

GUIDA: Quando diciamo Padre nostro, noi comprendiamo nella nostra preghiera Cristo e tutti gli uomini, tutta l’umanità presente e passata, perché in Lui la morte non conta più.

Rivolgiamo al Padre la nostra preghiera per i fratelli defunti.

A ogni invocazione rispondiamo tutti: Ascoltaci, Signore.

 

1° LETTORE:  Per i nostri parenti e amici che Tu hai richiamato a te, noi ti preghiamo.

 

2° LETTORE: Per i catechisti e tutti i collaboratori parrocchiali che non sono più con noi, noi ti preghiamo.

 

CHI VUOLE, può esprimere a voce alta una sua preghiera.

 

GUIDA: Cantiamo Dov’è carità e amore ( 1°, 2°, 3° strofe. Pag. 46).  

 

CHE SEI NEI CIELI

 

GUIDA: I cieli sono la dimora di Dio. Noi non sappiamo “dove” sono o come sono, sappiamo però che quello è il luogo dove è andato Gesù dopo la sua resurrezione e dove noi lo raggiungeremo, quando sarà il momento, perché Gesù stesso ha preparato lì un posto per i suoi amici.

 

1° LETTORE: “Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me. Nella casa del Padre mio ci sono molti posti. Se no, ve l’avrei detto. Io vado a prepararvi un posto; quando sarò andato e vi avrò preparato un posto, ritornerò e vi porterò con me, perché siate anche voi dove sono io”. (Giov. 14, 1-3)

 

2° LETTORE:  Se dunque siete risorti con Cristo, cercate le cose di lassù, dove si trova Cristo assiso alla destra di Dio; pensate alle cose di lassù, non a quelle della terra. Voi infatti siete morti e la vostra vita è ormai nascosta con Cristo in Dio! Quando si manifesterà Cristo, la vostra vita, allora anche voi sarete manifestati con lui nella gloria. (Col: 3,1-4)

 

GUIDA: Il pensiero del paradiso è per noi cristiani un sostegno e un conforto, infatti se i cieli sono la dimora di Dio, quando li avremo raggiunti noi conosceremo Dio: questo Dio di cui già sulla terra gustiamo l’amore e che amiamo, nella misura in cui ne siamo capaci. Preghiamo perché in noi cresca sempre più il desiderio di conoscere e amare il Signore. A ogni invocazione rispondiamo: Ascoltaci, Signore.

 

 

1°LETTORE: Per tutti noi, perché il pensiero di Te che ci attendi ci aiuti ad affrontare con impegno gioioso ogni giorno della nostra vita, noi ti preghiamo.

 

2° LETTORE: Per quelli che non ti conoscono, perché trovino nel loro cammino chi li indirizzi e li guidi verso di Te, che sei felicità infinita, noi ti preghiamo.

 

3°LETTORE: Per coloro che qui sulla terra hanno conosciuto soprattutto dolore e tristezza, perché possano godere nel tuo paradiso la felicità che non ha mai fine, noi ti preghiamo.

 

CHI VUOLE, può esprimere a voce alta una sua preghiera.

 

GUIDA: Cantiamo: Camminiamo sulla strada Pag. 61.

 

SIA SANTIFICATO IL TUO NOME

 

GUIDA: Il nome di una persona non è un semplice suono, è l’elemento che identifica la persona stessa al quale è attribuito. Per questo la legge di Mosè proibiva di “nominare il nome di Dio invano”, cioè chiamare in causa Dio per cose futili o addirittura sbagliate. Ma Gesù va oltre: non solo non si deve nominare il nome di Dio invano, ma anzi bisogna santificarlo. Per santificare il nome di Dio bisogna essere santi, come Lui stesso ha comandato: “Siate santi, perché io, il Signore, Dio vostro, sono santo”. (Lev, 19,2).

 

1° LETTORE: “Ed ho fatto conoscere loro il tuo nome e lo farò conoscere ancora, affinché l’amore col quale hai amato me sia in essi ed io in loro”(Giov. 17,26)

 

GUIDA : Santificare il nome di Dio vuol dire procurare che Dio sia conosciuto, adorato, amato e servito da tutti. Recitiamo a cori alterni:

Lodate, servi del Signore, lodate il nome del Signore.

Sia benedetto il nome del Signore, ora e sempre.

Dal sorgere del sole al suo tramonto sia lodato il nome del Signore.

Su tutti i popoli eccelso è il Signore, più alta dei cieli è la sua gloria.

 

Chi è pari al Signore nostro Dio che siede nell`alto e si china a guardare nei cieli e sulla terra?

 

Solleva l`indigente dalla polvere, dall`immondizia rialza il povero, per farlo sedere tra i principi, tra i principi del suo popolo.

 

Fa abitare la sterile nella sua casa quale madre gioiosa di figli.

(Dal   Salmo 113)

 

GUIDA: Dio è troppo sovente una delle tante cose della nostra vi­ta, non è il centro. Dio è sovente una realtà sfumata che non tocca la nostra esistenza fino in fondo. Preghiamo il Signore perché ci aiuti a fargli sempre più spazio nella nostra esistenza, in modo che diventiamo davvero suoi testimoni, capaci di santificare il suo nome. Dopo ogni preghiera diciamo: Ascoltaci, Signore.

1° LETTORE: La nostra vita, il nostro comportamento sono lo specchio delle nostre convinzioni religiose. Una vita da pagano proclama che Dio è nulla per noi, una vita da cristiano proclama che Dio è molto per noi, una vita da santo proclama che Dio è veramente tutto per noi. Aiutaci ad essere santi perché il tuo nome sia santificato, noi ti preghiamo.

2° LETTORE: La nostra generosità nel darci ai fratelli porta Dio ai fra­telli. Dalla nostra carità i fratelli comprendano la po­tenza del tuo amore, o Dio e il tuo nome ne sia santificato. Noi ti preghiamo.

LETTORE: Ti preghiamo per tutti quelli che bestemmiano: perdonali, perché non sanno quello che fanno; aiutali perché prendano coscienza della gravità del loro peccato e imparino a rispettare e onorare il tuo nome. Noi ti preghiamo.

CHI VUOLE, può esprimere a voce alta una sua preghiera.

GUIDA: Cantiamo: Noi canteremo gloria a te (Prime due e ultime due strofe) Pag. 35.

 

 VENGA IL TUO REGNO

 

GUIDA: Dice il Signore: “Non cercate che cosa mangerete, né che cosa berrete; non agitatevi l’animo, perché sono le genti di questo mondo che si preoccupano di tutte queste cose: ma il Padre vostro sa che ne avete bisogno. Cercate piuttosto il suo Regno e il resto vi sarà dato in più”. (Lc 12.29-31)Sul regno poi parla a lungo, spiegandocene le caratteristiche attraverso le parabole.

 

1° LETTORE: “Il regno dei cieli si può paragonare a un uomo che ha seminato del buon seme nel suo campo. Ma mentre tutti dormivano venne il suo nemico, seminò zizzania in mezzo al grano e se ne andò. Quando poi la messe fiorì e fece frutto, ecco apparve anche la zizzania. Allora i servi andarono dal padrone di casa e gli dissero: Padrone, non hai seminato del buon seme nel tuo campo? Da dove viene dunque la zizzania? Ed egli rispose loro: un nemico ha fatto questo. E i servi gli dissero: Vuoi dunque che andiamo a raccoglierla? No, rispose, perché non succeda che, raccogliendo la zizzania, con essa sradichiate anche il grano. Lasciate che l’una e l’altra crescano insieme fino alla mietitura e al momento della mietitura dirò ai mietitori: Cogliete prima la zizzania e legatela in fastelli per bruciarla; il grano invece riponetelo nel mio granaio” (Mt, 13,24-30).

 

2° LETTORE: “Il regno dei cieli si può paragonare a un granellino di senapa, che un uomo prende e semina nel suo campo. Esso è il più piccolo di tutti i semi ma, una volta cresciuto, è più grandi degli altri legumi e diventa un albero, tanto che vengono gli uccelli del cielo e si annidano fra i suoi rami”(Mt, 13,31-32)

 

LETTORE: Il regno dei cieli è simile a un tesoro nascosto in un campo; un uomo lo trova e lo nasconde di nuovo, poi va,pieno di gioia, e vende tutti i suoi averi e compra quel campo. Il regno dei cieli è simile a un mercante che va in cerca di perle preziose; trovatane una di grande valore, va, vende tutti i suoi averi e la compra”(Mt, 13, 44-46)

 

GUIDA: Restiamo un minuto in silenzio a meditare sulla Parola di Dio che abbiamo ascoltato.

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GUIDA: Recitiamo a cori alterni.

 

Dio, dá al re il tuo giudizio, al figlio del re la tua giustizia; regga con giustizia il tuo popolo e i tuoi poveri con rettitudine.

 

Le montagne portino pace al popolo e le colline giustizia.

Ai miseri del suo popolo renderà giustizia, salverà i figli dei poveri e abbatterà l’oppressore.

 

Il suo regno durerà quanto il sole, quanto la luna, per tutti i secoli.

Scenderà come pioggia sull’erba, come acqua che irrora la terra.

 

Nei suoi giorni fiorirà la giustizia e abbonderà la pace, finché non si spenga la luna.

E dominerà da mare a mare, dal fiume sino ai confini della terra.

 

Egli libererà il povero che grida e il misero che non trova aiuto, avrà pietà del debole e del povero e salverà la vita dei suoi miseri.

Li riscatterà dalla violenza e dal sopruso, sarà prezioso ai suoi occhi il loro sangue.

 

Il suo nome duri in eterno, davanti al sole persista il suo nome.

In lui saranno benedette tutte le stirpi della terra e tutti i popoli lo diranno beato.

 

Benedetto il Signore, Dio di Israele, egli solo compie prodigi.

E benedetto il suo nome glorioso per sempre, della sua gloria sia piena tutta la terra.

Amen, amen.

(Dal Salmo 72)

 

COMMENTO DEL PRESIDENTE

GUIDA: Cantiamo: Cieli nuovi e terra nuova.

SIA FATTA LA TUA VOLONTÀ, COME IN CIELO COSÌ IN TERRA

 

GUIDA: La realizzazione del regno di Dio è legata al compimento della sua volontà. Non c’è altro modo. Dio ci indica la strada, Dio ci mette nella condizione di percorrerla fino in fondo, Dio ci dà la forza di andare avanti superando gli ostacoli. C’è solo una cosa che Dio non può fare: forzare la nostra volontà, quando decidiamo di contrapporla alla sua. Nella misura in cui non uniformiamo le nostre scelte a quelle che ci indica il Signore, noi siamo di ostacolo alla crescita del Regno. Con la sua vita Gesù si propone come modello ideale di adesione alla volontà del padre. Troviamo la dichiarazione di questa sua scelta in due momenti posti alle estremità della sua vita terrena: quando era ancora un ragazzino e quando era prossimo alla fine: come dire che l’adesione alla volontà del Padre è il filo conduttore di tutta la sua vita umana.

 

1° LETTORE:  “I suoi genitori si recavano tutti gli anni a Gerusalemme per la festa di Pasqua. Quando egli ebbe dodici anni, vi salirono di nuovo secondo l’usanza; ma trascorsi i giorni della festa, mentre riprendevano la via del ritorno, il fanciullo Gesù rimase a Gerusalemme, senza che i genitori se ne accorgessero. Credendolo nella carovana, fecero una giornata di viaggio, e poi si misero a cercarlo tra i parenti e i conoscenti; non avendolo trovato, tornarono in cerca di lui a Gerusalemme. Dopo tre giorni lo trovarono nel tempio, seduto in mezzo ai  dottori, mentre li ascoltava e li interrogava. E tutti quelli che l’udivano erano stupiti per la sua intelligenza e le sue risposte. Al vederlo rimasero stupiti e sua madre gli disse: “Figlio, perché ci hai fatto così? Ecco, tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo”. Ed egli rispose: “Perché mi cercavate? Non sapevate che io debbo occuparmi delle cose del Padre mio? (Lc, 3, 41-50)

 

2° LETTORE: Allora Gesù andò con loro in un podere, chiamato Getsemani, e disse ai discepoli: “Sedetevi qui, mentre io vado là a pregare”. E presi con sé Pietro e i due figli di Zebedeo, cominciò a provare tristezza e angoscia. Disse loro: “La mia anima è triste fino alla morte; restate qui e vegliate con me”. E avanzatosi un poco, si prostrò con la faccia a terra e pregava dicendo: “Padre mio, se è possibile, passi da me questo calice! Però non come voglio io, ma come vuoi tu!” […] E di nuovo, allontanatosi, pregava dicendo: “Padre mio, se questo calice non può passare da me senza che io lo beva, sia fatta la tua volontà” (Mt, 26,36-39; 42).

 

GUIDA: Riflettiamo per un minuto in silenzio.

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CHI VUOLE può esprimere a voce alta una sua preghiera, tutti risponderemo: sia fatta la tua volontà, Signore.

 GUIDA: Recitiamo a cori alterni:

 

Benedetto sia Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo, che ci ha benedetti con ogni benedizione spirituale nei cieli, in Cristo.

 

In lui ci ha scelti prima della creazione del mondo, per essere santi e immacolati al suo cospetto nella carità,

predestinandoci a essere suoi figli adottivi per opera di Gesù Cristo,secondo il beneplacito della sua volontà.

 

 E questo a lode e gloria della sua grazia, che ci ha dato nel suo Figlio diletto;

nel quale abbiamo la redenzione mediante il suo sangue, la remissione dei peccati secondo la ricchezza della sua grazia.

Egli l`ha abbondantemente riversata su di noi con ogni sapienza e intelligenza,

 

poiché egli ci ha fatto conoscere il mistero della sua volontà,

secondo quanto nella sua benevolenza aveva in lui prestabilito per realizzarlo nella pienezza dei tempi:

il disegno cioè di ricapitolare in Cristo tutte le cose, quelle del cielo come quelle della terra.

 

In lui siamo stati fatti anche eredi, essendo stati predestinati secondo il piano di colui

che tutto opera efficacemente conforme alla sua volontà, perché noi fossimo a lode della sua gloria,

noi, che per primi abbiamo sperato in Cristo.

(Dalla lettera di San Paolo agli Efesini ( 1, 3-12))

 

GUIDA: Cantiamo: Eccomi, eccomi

 

DACCI OGGI IL NOSTRO PANE QUOTIDIANO

 

GUIDA: O Dio vieni a salvarci

TUTTI: Signore, vieni presto in nostro aiuto.

 

GUIDA:  Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo.

TUTTI: Com’era nel principio e ora e sempre, nei secoli dei secoli. Amen

 

GUIDA: Invochiamo lo Spirito Santo, Sapienza divina, affinché la sua grazia dia forza alla nostra preghiera e ne faccia seme buono capace di dare  frutti.

 

TUTTI:   

Vieni, Santo Spirito,                                                                    

manda a noi dal cielo

un raggio della tua luce

 

Vieni, padre dei poveri

Vieni, datore dei doni

Vieni, luce dei cuori

 

Consolatore perfetto

Ospite dolce dell’anima

Dolcissimo sollievo.

 

Nella fatica riposo,

nella calura riparo

nel pianto conforto.

 

O luce beatissima,

invadi nell’intimo

il cuore dei tuoi fedeli.

 

Senza la tua forza

nulla è nell’uomo,

nulla senza colpa.

 

Lava ciò che è sordido,

bagna ciò che è arido,

sana ciò che sanguina.

 

Piega ciò che è rigido,

scalda ciò che è gelido,

drizza ciò che è sviato.

 

Dona ai tuoi fedeli

che solo in te confidano

i tuoi santi doni.

 

Dona virtù e premio,

dona morte santa,

dona gioia eterna.

Amen

 

GUIDA: La parola Pane assume nella Bibbia diversi significati: c’è un pane materiale che è il cibo necessario per la sopravvivenza, c’è un pane che è corpo di Gesù, c’è un pane che è la parola che nutre il nostro spirito. Noi fermeremo la nostra attenzione al pane materiale, quello a cui Gesù si riferisce in modo diretto nel Padre nostro. Il cibo è un bisogno primario nell’uomo, senza di esso l’uomo non può vivere. Quando il cibo scarseggia, facilmente gli uomini si lasciano prendere dallo sconforto.

 

LETTORE I: (Es 16, 2-15)

Nel deserto tutta la comunità degli Israeliti mormorò contro Mosè e contro Aronne. Gli Israeliti dissero loro: «Fossimo morti per mano del Signore nel paese d'Egitto, quando eravamo seduti presso la pentola della carne, mangiando pane a sazietà! Invece ci avete fatti uscire in questo deserto per far morire di fame tutta questa moltitudine».Allora il Signore disse a Mosè: «Ecco, io sto per far piovere pane dal cielo per voi: il popolo uscirà a raccoglierne ogni giorno la razione di un giorno, perché io lo metta alla prova, per vedere se cammina secondo la mia legge o no. Ma il sesto giorno, quando prepareranno quello che dovranno portare a casa, sarà il doppio di ciò che raccoglieranno ogni altro giorno». Mosè e Aronne dissero a tutti gli Israeliti: «Questa sera saprete che il Signore vi ha fatti uscire dal paese d'Egitto; ]domani mattina vedrete la Gloria del Signore; poiché egli ha inteso le vostre mormorazioni contro di lui. Noi infatti che cosa siamo, perché mormoriate contro di noi?». Mosè disse: «Quando il Signore vi darà alla sera la carne da mangiare e alla mattina il pane a sazietà, sarà perché il Signore ha inteso le mormorazioni, con le quali mormorate contro di lui. Noi infatti che cosa siamo? Non contro di noi vanno le vostre mormorazioni, ma contro il Signore». Mosè disse ad Aronne: «Dà questo comando a tutta la comunità degli Israeliti: Avvicinatevi alla presenza del Signore, perché egli ha inteso le vostre mormorazioni!». Ora mentre Aronne parlava a tutta la comunità degli Israeliti, essi si voltarono verso il deserto: ed ecco la Gloria del Signore apparve nella nube. Il Signore disse a Mosè: «Ho inteso la mormorazione degli Israeliti. Parla loro così: Al tramonto mangerete carne e alla mattina vi sazierete di pane; saprete che io sono il Signore vostro Dio». Ora alla sera le quaglie salirono e coprirono l'accampamento; al mattino vi era uno strato di rugiada intorno all'accampamento. Poi lo strato di rugiada svanì ed ecco sulla superficie del deserto vi era una cosa minuta e granulosa, minuta come è la brina sulla terra. Gli Israeliti la videro e si dissero l'un l'altro: «Man hu: che cos'è?», perché non sapevano che cosa fosse. Mosè disse loro: «E' il pane che il Signore vi ha dato in cibo.

 

GUIDA: anche Gesù si trova intorno una folla che, tutta presa dal desiderio di seguire e ascoltare Lui, non ha provveduto a procurarsi da mangiare.

 

LETTORE II: (Mt14, 13-20)

 [Udito ciò, Gesù partì di là su una barca e si ritirò in disparte in un luogo deserto. Ma la folla, saputolo, lo seguì a piedi dalle città. Egli, sceso dalla barca, vide una grande folla e sentì compassione per loro e guarì i loro malati.Sul far della sera, gli si accostarono i discepoli e gli dissero: «Il luogo è deserto ed è ormai tardi; congeda la folla perché vada nei villaggi a comprarsi da mangiare». Ma Gesù rispose: «Non occorre che vadano; date loro voi stessi da mangiare».Gli risposero: «Non abbiamo che cinque pani e due pesci!».Ed egli disse: «Portatemeli qua».E dopo aver ordinato alla folla di sedersi sull'erba, prese i cinque pani e i due pesci e, alzati gli occhi al cielo, pronunziò la benedizione, spezzò i pani e li diede ai discepoli e i discepoli li distribuirono alla folla. Tutti mangiarono e furono saziati; e portarono via dodici ceste piene di pezzi avanzati.

 

 GUIDA: Nel passo di Matteo Gesù compie il miracolo, ma lo fa in stretta collaborazione con i suoi discepoli: sono loro ad avvertirlo del fatto che si è fatto tardi e la gente ha bisogno di cibo; sono loro che mettono a disposizione la materia prima che nelle mani del Signore si moltiplicherà; sono loro che distribuiranno il cibo alla folla: date loro voi stessi da mangiare. Noi chiediamo giustamente a Dio che non ci faccia mai mancare il cibo necessario, ma Dio ha bisogno di noi perché il cibo che Lui generosamente ci dà, arrivi a tutti.

 

GUIDA: cantiamo: Dove troveremo tutto il pane

 

GUIDA: Chiediamo al Signore che compia per noi il miracolo di farci uscire dalla gabbia del nostro egoismo per insegnarci a dare agli altri con generosità e senza paura, perché Gesù ci assicura che Dio Padre non ci farà mancare nulla di ciò di cui abbiamo bisogno.

 

LETTORE III: (Mt 6, 25-34)

 

Perciò vi dico: per la vostra vita non affannatevi di quello che mangerete o berrete, e neanche per il vostro corpo, di quello che indosserete; la vita forse non vale più del cibo e il corpo più del vestito? Guardate gli uccelli del cielo: non seminano, né mietono, né ammassano nei granai; eppure il Padre vostro celeste li nutre. Non contate voi forse più di loro? E chi di voi, per quanto si dia da fare, può aggiungere un'ora sola alla sua vita? E perché vi affannate per il vestito? Osservate come crescono i gigli del campo: non lavorano e non filano. Eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro. Ora se Dio veste così l'erba del campo, che oggi c'è e domani verrà gettata nel forno, non farà assai più per voi, gente di poca fede? Non affannatevi dunque dicendo: Che cosa mangeremo? Che cosa berremo? Che cosa indosseremo? Di tutte queste cose si preoccupano i pagani; il Padre vostro celeste infatti sa che ne avete bisogno. Cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta.Non affannatevi dunque per il domani, perché il domani avrà gia le sue inquietudini. A ciascun giorno basta la sua pena.

 

GUIDA: Le prime comunità cristiane, nonostante le inevitabili difficoltà, si impegnarono per vivere secondo il modello proposto da Gesù.

 

LETTORE IV: (Atti 2, 44-47)

 

Tutti coloro che erano diventati credenti stavano insieme e tenevano ogni cosa in comune; chi aveva proprietà e sostanze le vendeva e ne faceva parte a tutti, secondo il bisogno di ciascuno. Ogni giorno tutti insieme frequentavano il tempio e spezzavano il pane a casa prendendo i pasti con letizia e semplicità di cuore, lodando Dio e godendo la simpatia di tutto il popolo.

 

 GUIDA: La Chiesa ci aiuta a vedere in quali situazioni noi possiamo aiutare chi è nel bisogno: il catechismo di Pio X ce ne dà un’efficace sintesi nelle opere di misericordia corporali.

 

LETTORE I: Dar da mangiare agli affamati

 

LETTORE II: Dar da bere agli assetati

 

LETTORE III: Vestire gli ignudi

 

 LETTORE IV: Alloggiare i pellegrini

 

LETTORE V: Visitare gli infermi

 

LETTORE VI: Visitare i carcerati

 

LETTORE VII: Seppellire i morti

 

 GUIDA: Quanto siamo attenti a rispettare queste norme che la Chiesa ci dà? Che cosa può fare ciascuno di noi per chi è nel bisogno? E ancora, che cosa possiamo fare per far crescere la nostra comunità parrocchiale nella carità? Perché, non dimentichiamolo, noi siamo responsabili gli uni degli altri. Riflettiamo per qualche minuto in silenzio.

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GUIDA: Cantiamo Nella Chiesa del Signore

 

COMMENTO DEL PRESIDENTE

 

RIMETTI A NOI I NOSTRI DEBITI

COME NOI LI RIMETTIAMO AI NOSTRI DEBITORI

 

GUIDA: La seconda domanda, nel Padre nostro, è la richiesta a Dio del perdono delle nostre colpe. Per questa domanda Gesù pone una condizione: che noi siamo disposti a perdonare a nostra volta chi ci ha offeso.

 

LETTORE I:    Avete inteso che fu detto: Amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemico; ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per i vostri persecutori, perché siate figli del Padre vostro celeste, che fa sorgere il suo sole sopra i malvagi e sopra i buoni, e fa piovere sopra i giusti e sopra gli ingiusti. Infatti se amate quelli che vi amano, quale merito ne avete? Non fanno così anche i pubblicani? E se date il saluto soltanto ai vostri fratelli, che cosa fate di straordinario? Non fanno così anche i pagani? Siate voi dunque perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste. (Mt 5,43-48)

 

GUIDA: E deve essere un perdono senza condizioni. Noi diciamo: per questa volta passi, ma poi basta! Oppure: me ne ha combinate troppe. Oppure: gliene ho passate tante, ma questa è troppo grossa, non gliela perdono. Gesù non la vede così.

 

LETTORE II: Pietro si avvicinò (a Gesù) e gli disse: “Signore, quante volte dovrò perdonare al mio fratello, se pecca contro di me? Fino a sette volte?”. E Gesù gli rispose: “Non ti dico fino a sette, ma fino a settanta volte sette”. (Mt 18, 21-22)

 

LETTORE III: A proposito, il regno dei cieli è simile a un re che volle fare i conti con i suoi servi. Incominciati i conti, gli fu presentato uno che gli era debitore di diecimila talenti. Non avendo però costui il denaro da restituire, il padrone ordinò che fosse venduto lui con la moglie, con i figli e con quanto possedeva, e saldasse così il debito. Allora quel servo, gettatosi a terra, lo supplicava: Signore, abbi pazienza con me e ti restituirò ogni cosa. Impietositosi del servo, il padrone lo lasciò andare e gli condonò il debito. Appena uscito, quel servo trovò un altro servo come lui che gli doveva cento denari e, afferratolo, lo soffocava e diceva: Paga quel che devi! Il suo compagno, gettatosi a terra, lo supplicava dicendo: Abbi pazienza con me e ti rifonderò il debito. Ma egli non volle esaudirlo, andò e lo fece gettare in carcere, fino a che non avesse pagato il debito. Visto quel che accadeva, gli altri servi furono addolorati e andarono a riferire al loro padrone tutto l'accaduto. Allora il padrone fece chiamare quell'uomo e gli disse: Servo malvagio, io ti ho condonato tutto il debito perché mi hai pregato. Non dovevi forse anche tu aver pietà del tuo compagno, così come io ho avuto pietà di te? E, sdegnato, il padrone lo diede in mano agli aguzzini, finché non gli avesse restituito tutto il dovuto. Così anche il mio Padre celeste farà a ciascuno di voi, se non perdonerete di cuore al vostro fratello.”(Mt 18,23 -35)

 

GUIDA: Se l'avessimo fatto noi il Padre Nostro, probabilmente avremmo detto così: “Padre, perdona i nostri peccati, anche se noi non riusciamo sempre a perdonare agli altri”. Gesù non è affatto di questo parere. È perentorio: bisogna perdonare, costi quello che costi!

Dunque bisogna perdonare generosamente. Anche quando il perdono è difficile. Quando chi ci ha offesi ha torto marcio. Anche quando il pensiero del male che ci è stato fatto ci toglie la pace e ci perseguita come un veleno. Non ci sono condizioni che rendono il perdono impossibile: Dio disse a Caino:

 

LETTORE IV: Il peccato è accovacciato alla tua porta; verso di te è il suo istinto, ma tu dominalo.” (Gen 4,7)

 

GUIDA: Dopo esserci impegnati nel nostro cuore a perdonare ai nostri fratelli, sicuri che Dio ci darà la capacità e la forza di farlo quando ciò si rendesse necessario, chiediamo perdono a Dio delle nostre colpe recitando il salmo (a cori alterni):

Pietà di me, o Dio, secondo la tua misericordia; nel tuo grande amore cancella il mio peccato.

Lavami da tutte le mie colpe, mondami dal mio peccato. Riconosco la mia colpa, il mio peccato mi sta sempre dinanzi.

Contro di te, contro te solo ho peccato, quello che e male ai tuoi occhi, io l’ho fatto; perciò sei giusto quando parli, retto nel tuo giudizio.

Ecco, nella colpa-sono stato generato, nel peccato mi ha concepito mia madre. Ma tu vuoi la sincerità del cuore e nell’intimo m’insegni la sapienza.

Purificami con issopo e sarò mondato; lavami e sarò più bianco della neve. Fammi sentire gioia e letizia, esulteranno le ossa che hai spezzato.

Distogli lo sguardo dai miei peccati, cancella tutte le mie colpe. Crea in me, o Dio, un cuore puro, rinnova in me uno spirito saldo.

Non respingermi dalla tua presenza, e non privarmi del tuo santo spirito. Rendimi la gioia di essere salvato, sostieni in me un animo generoso.

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen.

 

E NON CI INDURRE IN TENTAZIONE

 MA LIBERACI DAL MALE

 

GUIDA: Abbiamo pensato di aprire la riflessione sull’ultima domanda del “Padre nostro” partendo dalla lettura delle tentazioni a Gesù.

 

LETTORE I: Dal Vangelo secondo San Matteo  ( Mt 4,1-11)

Allora Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto per esser tentato dal diavolo. E dopo aver digiunato quaranta giorni e quaranta notti, ebbe fame. Il tentatore allora gli si accostò e gli disse: «Se sei Figlio di Dio, dì che questi sassi diventino pane». Ma egli rispose: «Sta scritto: Non di solo pane vivrà l’uomo,  ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio».

Allora il diavolo lo condusse con sé nella città santa, lo depose sul pinnacolo del tempio e gli disse: «Se sei Figlio di Dio, gettati giù, poiché sta scritto: Ai suoi angeli darà ordini a tuo riguardo,  ed essi ti sorreggeranno con le loro mani, perché non abbia a urtare contro un sasso il tuo piede». Gesù gli rispose: «Sta scritto anche: Non tentare il Signore Dio tuo».

Di nuovo il diavolo lo condusse con sé sopra un monte altissimo e gli mostrò tutti i regni del mondo con la loro gloria e gli disse: «Tutte queste cose io ti darò, se, prostrandoti, mi adorerai». Ma Gesù gli rispose: «Vattene, satana! Sta scritto: Adora il Signore Dio tuo e a lui solo rendi culto».

Allora il diavolo lo lasciò ed ecco angeli gli si accostarono e lo servivano.

 

GUIDA: a nessuno di noi sarebbe mai venuto il dubbio che Gesù potesse cedere alle proposte del diavolo. E allora, perché? Perché è stato sottoposto a una prova dalla quale non poteva uscire che vincitore? Forse per indicare a noi il modo per vincere le tentazioni?

Abbiamo soffermato la nostra attenzione su due punti:

  • Gesù aveva pregato e digiunato per 40 giorni.

  • La risposta a ogni tentazione è stata: sta scritto…

 

LETTORE II

“Non vi è sopraggiunta nessuna tentazione se non proporzionata all’uomo; Dio è fedele; egli non permetterà che siate tentati al di sopra delle vostre forze” (Cor 10,13).

 

GUIDA: Preghiamo insieme.

Mio Dio, riconosco che vorrei fare il bene, ma forze oscure dentro di me e forze potenti fuori di me mi trascinano verso il male. Mio Dio, la fragilità appartiene alla mia vita. La fragilità e il limite attraversano la vita dell’uomo. Eppure l’uomo può andare al di là del limite, perché tu gli doni il coraggio. Mio Dio, rendimi forte nella fragilità, coraggioso nell’incertezza, tenace nelle difficoltà, perché così partecipo anch’io della vittoria di Gesù sulla tentazione e sul peccato. Amen.

 

LETTORE II  dal Vangelo secondo Giovanni( 16,33)

“Nel mondo voi avrete afflizioni; ma fatevi coraggio: io ho vinto il mondo”.

 

GUIDA: Recitiamo a cori alterni. ( dal Salmo 91)

 

Chi abita al riparo dell'Altissimo

passerà la notte all'ombra dell'Onnipotente.

 Io dico al Signore: "Mio rifugio e mia fortezza,

mio Dio in cui confido".

 

Egli ti libererà dal laccio del cacciatore,

dalla peste che distrugge.

Ti coprirà con le sue penne,

sotto le sue ali troverai rifugio;

la sua fedeltà ti sarà scudo e corazza.

 

Non temerai il terrore della notte

né la freccia che vola di giorno,

la peste che vaga nelle tenebre,

lo sterminio che devasta a mezzogiorno.

 

Mille cadranno al tuo fianco

e diecimila alla tua destra,

ma nulla ti potrà colpire.

 Basterà che tu apra gli occhi

e vedrai la ricompensa dei malvagi!

 

Sì, mio rifugio sei tu, o Signore!".

Tu hai fatto dell'Altissimo la tua dimora:

non ti potrà colpire la sventura,

nessun colpo cadrà sulla tua tenda.

 

Egli per te darà ordine ai suoi angeli

di custodirti in tutte le tue vie.

Sulle mani essi ti porteranno,

perché il tuo piede non inciampi nella pietra.

 

Calpesterai leoni e vipere,

schiaccerai leoncelli e draghi.

"Lo libererò, perché a me si è legato,

lo porrò al sicuro, perché ha conosciuto il mio nome.

 

Mi invocherà e io gli darò risposta;

nell'angoscia io sarò con lui,

lo libererò e lo renderò glorioso.

Lo sazierò di lunghi giorni

e gli farò vedere la mia salvezza".

 


GUIDA: Preghiamo insieme.

Padre Nostro...

                                      canto: Resta  con noi, Signore

 

 
 
 
 

 

 

 

 

 

 

 

         

 

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