Parrocchia Sant'Eusebio - CAGLIARI

MISTERI DELLA GLORIA

 

I misteri della gloria, ultimi dei 20 misteri proposti alla riflessione e alla contemplazione dei fedeli durante la recita del rosario, riguardano momenti successivi alla morte di Gesù e chiudono il ciclo iniziato con l’annuncio del suo ingresso nella famiglia umana. In simmetria con i primi due misteri del rosario (l’Annunciazione e la Visitazione) gli ultimi due (l’Assunzione e l’Incoronazione di Maria) hanno come protagonista la Madonna, a differenza di tutti gli altri in cui protagonista è Gesù. Questi ultimi due misteri, inoltre, sono i soli a non avere un riferimento preciso nei Vangeli, ma si basano sulla tradizione della Chiesa.

  Primo mistero della gloria:

La risurrezione.Dal vangelo secondo Luca. C’era un uomo di nome Giuseppe, membro del sinedrio, persona buona e giusta. Non aveva aderito alla decisione e all’operato degli altri. Egli era di Arimatea, una città dei Giudei, e aspettava il regno di Dio. Si presentò a Pilato e chiese il corpo di Gesù.

Lo calò dalla croce, lo avvolse in un lenzuolo e lo depose in una tomba scavata nella roccia, nella quale nessuno era stato ancora deposto. Era il giorno di parascève e già splendevano le luci del sabato. Le donne che erano venute con Gesù dalla Galilea seguivano Giuseppe; esse osservarono la tomba e come era stato deposto il corpo di Gesù, poi tornarono indietro e prepararono aromi e oli profumati. Il giorno di sabato osservarono il riposo secondo il comandamento.

 Il primo giorno dopo il sabato, di buon mattino, si recarono alla tomba, portando con sé gli aromi che avevano preparato. Trovarono la pietra rotolata via dal sepolcro; ma, entrate, non trovarono il corpo del Signore Gesù. Mentre erano ancora incerte, ecco due uomini apparire accanto a loro in vesti sfolgoranti. Essendosi le donne impaurite e avendo inchinato il volto a terra, essi dissero loro: “Perché cercate tra i morti colui che è vivo? Non è qui, è risuscitato. Ricordatevi come vi parlò quando era ancora in Galilea, dicendo che bisognava che il figlio dell’uomo fosse consegnato in mano ai peccatori, che fosse crocifisso e che risuscitasse il terzo giorno”. Ed esse si ricordarono delle sue parole.

E, tornate dal sepolcro, annunziarono tutto questo agli Undici e a tutti gli altri. Erano Maria di Màgdala, Giovanna e Maria di Giacomo. Anche le altre che erano insieme lo raccontarono agli apostoli. Quelle parole parvero a loro come un vaneggiamento e non credettero ad esse.

Pietro tuttavia corse al sepolcro e chinatosi vide solo le bende. E tornò a casa pieno di stupore per l’accaduto. (Lc. 23, 50-51; 24, 1-12)

 Tema: Il Dio della vita.

Spunti per la riflessione. La descrizione dei fatti che precedono la risurrezione del Signore, nel vangelo di Luca, è ricca di particolari, tanto che sembra di poter seguire passo passo lo svolgersi degli eventi, come in un film. L’evangelista ha voluto evidenziare i fatti reali e elementi ambientali con la massima precisione possibile  (era il giorno di parascève e già splendevano le luci del sabato) quasi a volersi tenere ben ancorato alla realtà prima di narrare i fatti straordinari che seguono.

Nessun evangelista descrive la risurrezione, tutti ci parlano della tomba trovata vuota: in Luca è il gruppo delle donne che aveva seguito Gesù dalla Galilea a fare la scoperta, e di alcune si fa il nome. Gli angeli comunicano ciò che è successo ricordando loro che Gesù aveva predetto la propria morte e la propria risurrezione: “Ed esse si ricordarono delle sue parole”. Chissà che significato avevano dato allora alle parole del Signore? Avevano forse pensato a un modo di esprimersi simbolico, non è facile credere a qualcosa che va contro le leggi della natura. E invece l’impossibile si è realizzato, Gesù è risorto. “Perché cercate tra i morti colui che è vivo?”. Per le donne, per tutti i suoi amici, sarà l’inizio di una fede nuova e quindi di una vita nuova. Avevano conosciuto e amato un uomo, straordinario, ma pur sempre uomo; ma nessun uomo è padrone della vita, la vita appartiene a Dio. Sulle parole di Gesù, rivisitate davanti alla tomba vuota, si fonda anche la nostra fede in una vita che va oltre la morte perché Dio, che Gesù ci ha fatto conoscere, non è Dio dei morti, ma di vivi.

 Chi vuole esprima a voce alta la sua preghiera, tutti rispondiamo dicendo: Signore, riempi di te la nostra vita.

Alla fine di ogni Ave Maria, diciamo: del figlio tuo, Gesù … che ha vinto la morte.

  ***

 Secondo mistero della gloria:

L’ascensione di Gesù al cielo.

 Dal vangelo secondo Luca. Allora [ Gesù] aprì loro la mente all’intelligenza delle Scritture e disse: “Così sta scritto: il Cristo dovrà patire e risuscitare dai morti il terzo giorno e nel suo nome saranno predicati a tutte le genti la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme. Di questo voi siete testimoni. E io manderò su di voi quello che il Padre mio ha promesso; ma voi restate in città, finché non siate rivestiti di potenza dall’alto”.

Poi li condusse fuori verso Betània e, alzate le mani, li benedisse. Mentre li benediceva, si staccò da loro e fu portato verso il cielo. Ed essi, dopo averlo adorato, tornarono a Gerusalemme con grande gioia; e stavano sempre nel tempio lodando Dio. Lc. 24, 45-53.

Tema: la gioia della speranza.

Spunti per la riflessione. Il disorientamento dei seguaci di Gesù, compresi i suoi amici più intimi, alla sua morte, dimostra che essi non avevano dato molto credito alle sue parole quando aveva parlato di quanto gli sarebbe successo. La risurrezione ha aperto loro gli occhi, ora sanno che “non è tutto finito” ma che, anzi, per loro ora comincia una vita nuova. Gesù è apparso, vivo, li ha confortati e istruiti ancora, li ha rassicurati con la promessa del dono dello Spirito Santo; la missione terrena di Gesù si è conclusa, ora saranno loro a continuare ciò che Egli ha iniziato. Ma intanto adesso li lascia e li lascia per davvero, eppure “tornarono a Gerusalemme con grande gioia”. È la gioia che nasce dal fatto di aver capito di essere stati scelti per realizzare il progetto di Dio, quello di un regno che è tutt’altra cosa da ciò che avevano finora creduto; ma è anche la gioia che nasce dalla speranza di incontrarlo di nuovo e di stare con Lui per sempre.

 Chi vuole esprima a voce alta la sua preghiera, tutti rispondiamo dicendo: Signore, alimenta in noi la speranza.

Alla fine di ogni Ave Maria, diciamo: del figlio tuo, Gesù … che ci aspetta .

  ***

Terzo mistero della gloria

La discesa dello Spirito Santo su Maria e gli apostoli nel cenacolo.

 Dagli atti degli apostoli. Mentre il giorno di Pentecoste stava per finire, si trovavano tutti insieme nello stesso luogo. Venne all’improvviso dal cielo un rombo, come di vento che si abbatte gagliardo, e riempì tutta la casa dove si trovavano. Apparvero loro lingue come di fuoco che si dividevano e si posarono su ciascuno di loro; ed essi furono tutti pieni di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue come lo Spirito dava loro il potere d’ esprimersi.

Si trovavano allora in Gerusalemme Giudei osservanti di ogni nazione che è sotto il cielo. Venuto quel fragore, la folla si radunò e rimase sbigottita perché ciascuno sentiva parlare la propria lingua. Erano stupefatti e fuori di sé per lo stupore dicevano: “Costoro che parlano non sono forse tutti Galilei? E com’è che li sentiamo ciascuno parlare la propria lingua nativa? Siamo Parti, Medi, Elamiti e abitanti della Mesopotamia, della Giudea, della Cappadocia, del Ponto e dell’Asia, della Frigia e della Panfilia, dell’Egitto e delle parti della Libia vicino a Cirene, stranieri di Roma, Ebrei e proseliti, Cretesi e Arabi e li udiamo annunziare nelle nostre lingue le grandi opere di Dio”. Tutti erano stupiti e perplessi, chiedendosi l’un l’altro: “Che significa questo?”. Altri invece li deridevano e dicevano: “Si sono ubriacati di mosto”. At. 2, 1-13.

 Tema: I doni dello Spirito.

Spunti per la riflessione. “È meglio per voi che io vada – aveva detto Gesù – perché se non vado non verrà a voi il Consolatore: ma se vado, ve lo manderò. […] quando verrà Lui, lo Spirito di verità, egli vi guiderà verso tutta la verità…”. Questo Spirito, che agli apostoli doveva essere sembrato qualcosa di molto vago e misterioso, irrompe con la forza di un vento impetuoso, si manifesta come lingue di fuoco, invade le loro persone riempiendole di Sé. Possiamo anche pensare che si tratti di un racconto mitizzato, da leggersi in forma simbolica piuttosto che come narrazione realistica, tuttavia resta il fatto che da quel momento la neonata Chiesa entra in azione. Nel momento in cui lo Spirito agisce sugli apostoli essi sentono la necessità di parlare, di comunicare a tutti gli altri: i doni dello Spirito non sono ci sono dati perché ne godiamo privatamente. Il linguaggio dell’amore supera ogni difficoltà di comunicazione, rendendosi capace di arrivare a tutto il mondo. C’è solo una cosa che lo può fermare: il nostro rifiuto.

 Chi vuole esprima a voce alta la sua preghiera, tutti rispondiamo dicendo: Spirito Santo, guidaci.

Alla fine di ogni Ave Maria, diciamo: del figlio tuo, Gesù …che ci ha mandato lo Spirito.

 ***

Quarto mistero della gloria:

L’assunzione di Maria Vergine in cielo

  

“Io porrò inimicizia tra te e la donna, tra la tua stirpe e la sua stirpe: questa ti schiaccerà la testa e tu le insidierai il calcagno”. Gen. 3, 15.

 Allora Maria disse: “Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che tu hai detto. Lc. 1, 38.

 Gesù allora, vedendo la madre e lì accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: “Donna, ecco il tuo figlio!”. Poi disse al discepolo: “Ecco la tua madre!” Gv., 19, 26.

 Tema: la missione di Maria.

Spunti per la riflessione. Non conosciamo la data della morte di Maria e nella Scrittura non troviamo alcun accenno diretto al momento del suo passaggio dalla terra al paradiso; possiamo però accompagnare il pensiero del suo abbandono del mondo ricordando gli aspetti più significativi del ruolo da lei svolto nel piano della salvezza; ricordarla, insomma, per ciò che è stata per noi, come si fa per le persone amate nel momento in cui ci lasciano. 

In questi tre brevi passi della Scrittura è sintetizzata la missione di Maria: scelta da Dio per attuare la riconciliazione tra Dio e gli uomini, accetta senza esitazione di diventare madre del Signore che la vuole anche madre nostra.

 Ciascun uomo che percorre un cammino nel mondo, si trova a svolgere un ruolo che, in base alle sue scelte, può essere più o meno positivo e incisivo nella società; per noi cristiani, quali che siano le nostre qualità umane, tali scelte passano attraverso il confronto con Dio e a Dio, nel momento in cui Egli ci chiamerà a sé, dovremo rendere conto di quanto esse sono state fatte con il desiderio di compiere la sua volontà.

La prontezza di Maria nell’aderire alla volontà di Dio ci offre il più valido modello di comportamento: davanti alla proposta di diventare strumento dell’incarnazione non esita un istante a mettersi a disposizione del Signore, senza considerare né rischi né sacrifici. Dio ha bisogno di me? Eccomi!

Gli studiosi della Bibbia vedono nel discepolo “che Gesù amava” la figura simbolo di tutta l’umanità. A Maria Gesù, prossimo a morire, affida il discepolo amato, cioè affida noi quali suoi figli e ci indica lei come madre. È confortante pensare che questo ruolo materno non è cessato con la sua vita terrena, che lei è ancora nostra madre e continua a  prendersi cura di noi.

È un po’ come guardare dalla vetta il cammino percorso. In questo caso le grandi opere che Dio ha operato in lei.

 Chi vuole esprima a voce alta la sua preghiera, tutti rispondiamo dicendo: Madre celeste, aiutaci.

Alla fine di ogni Ave Maria, diciamo: del figlio tuo, Gesù …che ci ha affidati a Te.

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Quinto mistero della gloria:

Maria incoronata regina del cielo e della terra.

 “L’anima mia magnifica il Signore

e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,

perché ha guardato l’umiltà della sua serva.

D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.

Grandi cose ha fatto in me l’Onnipotente

E Santo è il suo nome:

di generazione in generazione la sua misericordia

si stende su quelli che lo temono.

Ha spiegato la potenza del suo braccio,

ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;

ha rovesciato i potenti dai troni,

ha innalzato gli umili;

ha ricolmato di beni gli affamati,

ha rimandato a mani vuote i ricchi.

Ha soccorso Israele suo servo,

ricordandosi della sua misericordia,

come aveva promesso ai nostri padri,

ad Abramo e alla sua discendenza,

per sempre”. Lc. 1, 46-55

 Tema: con Dio, per sempre.

Spunti per la riflessione. Nessuno di noi ha idea di che cosa è il paradiso, in cosa possa consistere questa vita oltre la morte. Sappiamo che lì vedremo Dio “faccia a faccia” – e anche questa è un’espressione figurata - ; sappiamo che lì c’è un posto per noi: “Nella casa di mio padre ci sono molti posti. Se così non fosse, ve l’avrei detto”. Ma dove sia, come sia, non sappiamo. Però abbiamo bisogno di esprimere delle idee e allora utilizziamo immagini e linguaggi che ci sono familiari. Maria è incoronata regina: un po’ come nelle nostre fiabe. Sicuramente, Maria è presso Dio, accanto al Figlio amato, prima tra i santi; del resto, il grido di esultanza del Magnificat ci dice che il paradiso l’aveva già sfiorata.

 Chi vuole esprima a voce alta la sua preghiera, tutti rispondiamo dicendo: Maria, prega per noi.

 Alla fine di ogni Ave Maria, diciamo: del figlio tuo, Gesù …che ti sta accanto

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