Parrocchia Sant'Eusebio - CAGLIARI

MISTERI DELLA LUCE

 

 I misteri della luce sono stati istituiti in tempi recenti dal papa Giovanni Paolo II, con essi il numero dei misteri contemplati nella recita del rosario sono passati a 20. I misteri della luce, che di norma si recitano di giovedì, riguardano momenti particolarmente significativi relativi al periodo della “vita pubblica” del Signore; dal suo inizio, con il battesimo, fino alla istituzione dell’eucaristia, ultimo momento di gioia prima della sua passione e morte. Sono dunque momenti della vita di Gesù adulto, impegnato nella sua missione di maestro e di profeta.

I brani scelti sono tratti dai diversi vangeli.

  

Primo mistero della luce:

il battesimo di Gesù.

 Dal Vangelo secondo Matteo.

In quel tempo Gesù dalla Galilea andò al Giordano da Giovanni per farsi battezzare da lui. Giovanni però voleva impedirglielo, dicendo: “Io ho bisogno di essere battezzato da te e tu vieni da me?”. Ma Gesù gli disse: “Lascia fare per ora, perché conviene che così adempiamo ogni giustizia”. Allora Giovanni acconsentì. Appena battezzato, Gesù uscì dall’acqua: ed ecco, si aprirono i cieli ed egli vide lo Spirito di Dio scendere come una colomba e venire su di lui. Ed ecco una voce dal cielo che disse: “Questi è il Figlio mio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto”. (Mt., 3, 13-17).

 

Tema: Far parte della famiglia di Dio.

Spunti per la riflessione. Scopo del battesimo era la purificazione dai peccati: “Accorrevano a lui (Giovanni) da Gerusalemme, da tutta la Giudea e dalla zona adiacente il Giordano; e, confessando i loro peccati, si facevano battezzare da lui nel fiume Giordano” (Mt., 3, 5-6). Gesù non ha peccati, ma si unisce alla folla dei peccatori sottomettendosi con loro e come loro al rito di purificazione.

Ed ecco, si aprirono i cieli. Il battesimo di Gesù non ha come effetto il perdono (non aveva nulla da farsi perdonare), ma la rivelazione della sua natura divina. Il riconoscimento “ufficiale” della sua persona consacra insieme l’inizio della sua missione ed è festa: Dio si manifesta nelle sue tre Persone: c’è il Figlio, c’è lo Spirito Santo in forma di colomba, c’è il Padre che fa sentire la sua voce. La “famiglia divina” partecipa tutta a questo rito che segna l’inizio della missione di Gesù. Quella missione che, prima di tornare al Padre, affiderà agli apostoli: Andate dunque e ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo (Mt., 28, 19).

Con il battesimo, noi siamo stati accolti nella famiglia di Dio; siamo diventati fratelli di Gesù, figli di uno stesso Padre, partecipi dell’amore dello Spirito Santo.

 

Chi vuole, esprima a voce alta la sua preghiera. Insieme rispondiamo:

Signore, aiutaci, siamo tuoi figli.

Alla conclusione della prima parte di ogni Ave Maria diciamo: del figlio tuo Gesù… nostro fratello.

 ***

 Secondo mistero della luce:

Le nozze di Cana

 

Dal vangelo secondo Giovanni.

Tre giorni dopo, ci fu uno sposalizio in Cana di Galilea e c’era la madre di Gesù. Fu invitato alle nozze anche Gesù con i suoi discepoli. Nel frattempo, venuto a mancare il vino, la madre di Gesù gli disse: “Non hanno più vino”. E Gesù rispose: “Che ho da fare con te, o donna? Non è ancora giunta la mia ora”. La madre dice ai servi: “Fate quello che vi dirà”.

Vi erano là sei giare di pietra per la purificazione dei giudei, contenenti ciascuna due o tre barili. E Gesù disse loro: “Riempite d’acqua le giare”; e le riempirono fino all’orlo. Disse loro di nuovo: “Ora attingete e portatene al maestro di tavola”. Ed essi gliene portarono. E come ebbe assaggiato l’acqua diventata vino, il maestro di tavola, che non sapeva di dove venisse (ma lo sapevano i servi che avevano attinto l’acqua), chiamò lo sposo e gli disse: “Tutti servono da principio il vino buono e, quando sono un po’ brilli, quello meno buono; tu invece hai conservato fino ad ora il vino buono”. Così Gesù diede inizio ai suoi miracoli in Cana di Galilea, manifestò la sua gloria e i suoi discepoli cedettero in lui. (Gv. 2, 1-11)

 

Tema:  Essere trasformati in Cristo.

 

Spunti per la riflessione. Durante una festa di nozze Gesù, attraverso la mediazione di sua madre, compie il primo miracolo. Il brano del Vangelo di Giovanni è tutto improntato sull’agire dei servi che si affidano alle parole di Gesù. È Maria che indica la strada da seguire per comprendere i segni operati dal figlio: avere fiducia e speranza in Lui diventando suoi collaboratori. L’evento prodigioso ha come esito finale la rivelazione della gloria di Dio e la fede dei discepoli, la cui esistenza assume un significato nuovo, orientato verso Cristo. Anche noi siamo chiamati a scoprire la forza del messaggio cristiano che illumina le nostre vite e trasforma la tristezza in gioia.

 

Chi vuole, esprima a voce alta la sua preghiera. Insieme rispondiamo:  Signore, accresci la nostra fede.

Alla conclusione della prima parte di ogni Ave Maria diciamo: del figlio tuo Gesù… nostra speranza.

  

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 Terzo mistero della luce:

Gesù invita alla conversione e annuncia il regno di Dio.

 

Dal vangelo secondo Marco: Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù si recò nella Galilea predicando il vangelo di Dio e diceva: “Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete al vangelo”. (Mc. 1, 14-15)

Di nuovo si mise a insegnare lungo il mare. E si riunì intorno a lui una folla enorme, tanto che egli salì su una barca e là restò seduto, stando in mare, mentre la folla era a terra lungo la riva. Insegnava loro molte cose in parabole e diceva loro nel suo insegnamento: “Ascoltate. Ecco, uscì il seminatore a seminare. Mentre seminava, una parte cadde lungo la strada e vennero gli uccelli e la divorarono. Un’altra cadde fra i sassi, dove non c’era molta terra, e subito spuntò perché non c’era un terreno profondo; ma quando di levò il sole, restò bruciata e, non avendo radice, si seccò. Un’altra cadde tra le spine; le spine crebbero, la soffocarono e non diede frutto. E un’altra cadde sulla terra buona, diede frutto che venne su e crebbe, e rese ora il trenta, ora il sessanta e ora il cento per uno”. E diceva: “Chi ha orecchi per intendere intenda!” (Mc. 4, 1-9).

 

Tema: Mettersi in ascolto del Signore..

Spunti per la riflessione. Il regno di Dio è vicino: cioè, è presso di noi, nella figura di Cristo. Non serve più aspettare, è arrivato. Convertiamoci a lui, scegliendo di ascoltarlo. La fede nel suo insegnamento ci guiderà in una conversione continua che, passo dopo passo, sempre più ci porterà a fare nostro il pensiero di Dio.

Il seme della grazia è arrivato a tutti noi con il battesimo; poi è arrivato con l’insegnamento della parola di Dio, con l’eucaristia… come lo abbiamo accolto? Come lo accogliamo? A volte non gli offriamo il minimo spazio ed esso non ha modo di agire; a volte ci facciamo prendere dal facile entusiasmo suscitato da un’esperienza esaltante ma, venuta meno la spinta emotiva, non proviamo più interesse; a volte cresciamo nella fede ma, forse senza accorgercene, lasciamo che i troppi impegni quotidiani occupino ogni spazio della nostra vita e, pian piano, finiscano per soffocarlo.

Siamo sempre in tempo a fertilizzare e innaffiare il nostro terreno perché il seme della parola cresca e si rafforzi e diventi pianta che dà frutto.

 

Chi vuole, esprima a voce alta la sua preghiera. Insieme rispondiamo:

Signore, apri i nostri cuori alla tua parola.

 

Alla conclusione della prima parte di ogni Ave Maria diciamo: del figlio tuo Gesù… Nostro maestro.

 

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Quarto mistero della luce:

La trasfigurazione

 

Dal vangelo secondo Matteo.

Gesù prese con sé Pietro, Giacono e Giovanni suo fratello e li condusse in disparte, su un alto monte. E fu trasfigurato davanti a loro; il suo volto brillò come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce. Ed ecco apparvero loro Mosè ed Elia, che conversavano con lui. Pietro prese allora la parola e disse a Gesù: ”Signore, è bello per noi restare qui; se vuoi, farò tre tende, una per te, una per Mosè e una per Elia”. Egli stava ancora parlando quando una nuvola luminosa li avvolse con la sua ombra. Ed ecco una voce che diceva:” Questi è il figlio mio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto. Ascoltatelo”. All’udire ciò, i discepoli caddero con la faccia a terra e furono presi da grande timore. Ma Gesù si avvicinò e, toccatili, disse:” Alzatevi, non temete”. Sollevando gli occhi non videro più nessuno, se non Gesù solo. Mt. 17,1-8

 

Tema: Imparare a fidarsi di Dio.

Gesù è un uomo, vive come tutti gli uomini, mangia, dorme, si infuria, perdona. Ma è anche Dio e in questo episodio emerge proprio la sua divinità: si trasfigura, assume un aspetto celestiale. Per gli apostoli è un momento bellissimo, tanto bello che Pietro vuole rimanere a lungo. Ma gli apostoli sono solo uomini, poveri, ingenui e umili. Si spaventano quando sentono la voce di Dio. Eppure sono con Gesù, lo conoscono, lo seguono ormai da tanto tempo e assistono ai suoi prodigi. L’uomo è debole, perde facilmente la fiducia, ha sempre bisogno di essere rassicurato:”Alzatevi, non temete”. Dobbiamo imparare a non temere la voce di Dio e ad ascoltarla perché lui è nostro amico e non ci abbandona mai.

 

Chi vuole, esprima a voce alta la sua preghiera. Insieme rispondiamo

Signore, aiutaci ad avere fiducia in te.

 

Alla conclusione della prima parte di ogni Ave Maria diciamo: del figlio tuo Gesù… nostro amico.

 

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Quinto mistero della luce:

Istituzione della SS. Eucaristia

 

Dal vangelo secondo Luca.

Venne il giorno degli azzimi, nel quale si doveva immolare la vittima di Pasqua. Gesù mandò Pietro e Giovanni dicendo: “Andate a preparare per noi la Pasqua, perché possiamo mangiare”. Gli chiesero: “Dove vuoi che la prepariamo?”. Ed egli rispose: “Appena entrati in città, vi verrà incontro un uomo che porta una brocca d’acqua. Seguitelo nella casa dove entrerà e direte al padrone di casa: Il maestro ti dice: Dov’è la stanza in cui posso mangiare la Pasqua con i miei discepoli? Egli vi mostrerà una sala al piano superiore, grande e addobbata; là preparate”. Essi andarono e trovarono tutto come aveva loro detto e prepararono la Pasqua.

Quando fu l’ora, prese posto a tavola e gli apostoli con lui, e disse: “Ho desiderato ardentemente di mangiare questa Pasqua con voi, prima della mia passione, poiché vi dico: non la mangerò più, finché non si compia nel regno di Dio”. E preso un calice, rese grazie e disse: “Prendetelo e distribuitelo tra voi, poiché vi dico: da questo momento non berrò più del frutto della vite, finchè non venga il regno di Dio”.

Poi, preso un pane, rese grazie, lo spezzò e lo diede loro dicendo: Questo è il mio corpo che è dato per voi; fate questo in ricordo di me”. Allo stesso modo, dopo aver cenato, prese il calice dicendo: “Questo calice è la nuova alleanza nel mio sangue, che viene versato per voi”. Lc. 22, 7-20.

 

Tema: Gesù è rimasto tra noi.

Spunti per la riflessione. Gesù, figlio di Dio, nel mistero dell’istituzione del sacramento dell’eucaristia, si fa nutrimento col suo corpo e col suo sangue, per dare la salvezza a ognuno di noi.

Lui ha dato se stesso sotto i segni del pane e del vino, le sue parole e i gesti dell’ultima cena sottolineano il suo sacrificio per la nuova alleanza tra Dio e il suo popolo testimoniando, fino in fondo, il suo amore per l’umanità.

Nel sacramento dell’eucaristia Gesù trovò il modo di restare sempre con noi.

Il sacrificio eucaristico è il centro e il culmine della vita cristiana, è il frutto della croce; è così che il cielo e la terra sono diventati una cosa sola, e questo è nel cuore della missione della chiesa.

Impariamo da Gesù ad amarci l’un l’altro come Lui ha fatto con noi.

 

Chi vuole, esprima a voce alta la sua preghiera. Insieme rispondiamo

Padre, facci sentire la presenza del tuo Figlio.

Alla conclusione della prima parte di ogni Ave Maria diciamo: del figlio tuo Gesù…che ci è vicino.

 

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