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Ha spiegato la potenza del suo braccio,

ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;

 

ha rovesciato i potenti dai troni,

ha innalzato gli umili;

 

ha ricolmato di beni gli affamati,

ha rimandato a mani vuote i ricchi.

 

Ha soccorso Israele, suo servo,

ricordandosi della sua misericordia,

 

come aveva promesso ai nostri padri,

ad Abramo e alla sua discendenza,

per sempre!.

Maria rimase con lei circa tre mesi, poi torn a casa sua.

 

Tema: Portare agli altri la gioia del Signore.

(Leggiamo in silenzio e riflettiamo per qualche minuto).

 

Spunti per la riflessione.

Il racconto di Luca si articola in tre momenti: il viaggio di Maria, lincontro con Elisabetta, il suo soggiorno nella casa di Zaccaria e Elisabetta. Dei tre quello centrale occupa la maggior parte della narrazione, tuttavia anche gli altri due meritano una riflessione. Maria si mise in viaggio e raggiunse in fretta La Giudea era distante dalla Galilea, il viaggio a piedi richiedeva diversi giorni e una ragazza da sola non si sarebbe mai avventurata nel territorio; verosimile che Maria si sia unita a un gruppo di viaggiatori e i tempi del viaggio saranno stati dettati dalle esigenze della comitiva. Eppure, leggendo il racconto, sembra quasi che Maria fosse uscita di casa e si fosse diretta a rapidi passi da sola verso le montagne. Possiamo leggere queste righe come rivelatrici del modo in cui lei ha vissuto quel viaggio: isolata dagli altri perch assorta nel suo segreto e ansiosa di raggiungere la cugina alla quale doveva sentirsi particolarmente vicina per la comune maternit.

Lincontro tra le due donne costituisce una pagina di grande intensit emotiva. Elisabetta sa chi entrato in casa sua, ha sentito il figlio sussultare dentro di lei e rende omaggio alla madre del suo Signore. Maria pu finalmente condividere la sua gioia che esplode nel canto del magnificat. La ragazza timida che aveva accolto con stupore e turbamento le parole dellangelo si trasformata in una donna consapevole del ruolo che Dio le ha assegnato.

La terza parte si conclude con poche parole: Maria rimase con lei circa tre mesi, poi torn a casa sua. Come ha trascorso quei te mesi? Quasi certamente dando una mano a Elisabetta. Non siamo abituati a immaginare la Madonna che sfaccenda per casa, per proprio ci che deve aver fatto, fino a che la cugina non ha partorito. Il suo Figlio, mite e umile di cuore, ci insegner che la strada verso Dio passa per il servizio verso gli altri.

Considerazioni. Sapere di essere stata scelta da Dio per svolgere un ruolo cos importante nel mondo fa di Maria una donna piena di una nuova energia; esce dai confini della sua casa portando in s il Signore. Ges ha fatto il suo primo viaggio quando appena si stava formando dentro il corpo di sua madre. Ciascuno di noi ha un diverso ruolo nella societ, ma abbiamo anche un ruolo in comune: portare il Signore tra gli altri.

Dove giunge Dio arriva la gioia: la gioia che riusciamo a comunicare d la misura della nostra consapevolezza che Dio con noi.

Contemplare il mistero della presenza di Dio richiede momenti di isolamento interiore, ma da essi deve scaturire poi lazione che si esprime nel servizio verso il prossimo.

 

Chi vuole, esprima a voce alta la sua preghiera, rispondiamo tutti dicendo: Signore, dona la tua gioia.

 

Alla fine della prima parte dellave Maria diciamo: fonte di gioia.

 ***

 Terzo mistero della gioia: La nascita di Ges  (Luca 2, 1-20)

In quei giorni un decreto di Cesare Augusto ordin che si facesse il censimento di tutta la terra. Questo primo censimento fu fatto quando era governatore della Siria Quirino. Andavano tutti a farsi registrare, ciascuno nella sua citt. Anche Giuseppe, che era della casa e della famiglia di Davide, dalla citt di Nzaret e dalla Galilea sal in Giudea e alla citt di Davide, chiamata Betlemme, per farsi registrare insieme con Maria sua sposa, che era incinta. Ora, mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto. Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo depose in una mangiatoia, perch non cera posto per loro nellalbergo.

Cerano in quella regione alcuni pastori che vegliavano di notte facendo la guardia al loro gregge. Un angelo del Signore si present davanti a loro e la gloria del Signore li avvolse di luce. Essi furono presi da grande spavento, ma langelo disse loro: Non temete, ecco vi annunzio una grande gioia, che sar di tutto il popolo: oggi vi nato nella citt di Davide un salvatore, che il Cristo Signore. Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, che giace in una mangiatoia. E subito apparve con langelo una moltitudine dellesercito celeste che lodava Dio e diceva:

                 Gloria a Dio nel pi alto dei cieli

                  e pace in terra agli uomini che egli ama.

Appena gli angeli si furono allontanati per tornare al cielo, i pastori dicevano fra loro:Andiamo fino a Betlemme, vediamo questo avvenimento che il Signore ci ha fatto conoscere. Andarono dunque senzindugio e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, che giaceva nella mangiatoia. E dopo averlo visto, riferirono ci che del bambino era stato detto loro. Tutti quelli che udirono, si stupirono delle cose che i pastori dicevano. Maria, da parte sua, serbava tutte queste cose meditandole nel suo cuore. I pastori poi se ne tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, comera stato detto loro.

Quando furono passati gli otto giorni prescritti per la circoncisione, gli fu messo nome Ges, come era stato chiamato dallangelo prima di essere concepito nel grembo materno.

 

Tema: Saper cogliere il messaggio di Dio

(Leggiamo in silenzio e riflettiamo per qualche minuto).

 

Spunti per la riflessione.

Maria consapevole di avere dentro di s qualcosa di grande, ma si comporta come tutti gli altri ebrei e obbedisce alle leggi del governo. Si mette in viaggio, nonostante le sue condizioni e nonostante sia prossima al parto, e a quel tempo viaggiare era molto faticoso. Non ha paura, non si pone problemi, ha fiducia nellaiuto di Dio. E una mamma come tante, che si preoccupa per il suo bambino che nasce in una grotta, lo fascia e lo protegge. Accetta con fede il mistero infinito di quel figlio, stupefatta per quanto le accade intorno, ma serba tutte queste cose meditandole nel suo cuore.

Spesso Dio si affida alle persone umili e semplici, prive di preconcetti, per diffondere i suoi messaggi, perch i ricchi sono occupati con i loro affari e i sapienti spesso peccano di presunzione. Questa volta si rivolge ai pastori che vegliano il loro gregge. Bench spaventati, ascoltano quanto gli angeli proclamano. Vanno subito a vedere quel bambino straordinario, raccontano a tutti quanto successo e lodano Dio come era stato detto loro. Nella loro semplicit accolgono il messaggio, ci credono e lo divulgano senza paura di essere presi in giro o di essere considerati pazzi.

Considerazioni  Maria, Giuseppe, i pastori si sono messi in posizione di ascolto di fronte alla parola di Dio, lhanno accolta e fatta propria. Un angelo ha parlato con loro, ma il messaggio di Dio pu arrivare sotto qualunque forma e attraverso qualunque persona. Dobbiamo imparare a coglierlo e ad accoglierlo con fede e con gioia.

 

Chi vuole, esprima a voce alta la sua preghiera, rispondiamo tutti dicendo: Signore, aiutaci ad essere tuoi testimoni.

 

Alla fine della prima parte dellave Maria diciamo: testimone della fede 

***

Quarto mistero della gioia: La presentazione di Ges al tempio. (Luca 2, 22-38)

 

Quando venne il tempo della loro purificazione secondo la Legge di Mos, portarono il bambino a Gerusalemme per offrirlo al Signore, come scritto nella Legge del Signore: ogni maschio primogenito sar sacro al Signore; e per offrire in sacrificio una coppia di tortore o di giovani colombi, come prescrive la Legge del Signore.

Ora a Gerusalemme cera un uomo di nome Simeone, uomo giusto e timorato di Dio, che aspettava il conforto di Israele; lo Spirito Santo che era sopra di lui, gli aveva preannunziato che non avrebbe visto la morte senza prima aver veduto il Messia del Signore. Mosso dunque dallo Spirito, si rec al tempio; e mentre i genitori vi portavano il bambino Ges per adempiere la Legge, lo prese tra le braccia e benedisse Dio:

Ora lascia,o Signore, che il tuo servo

vada in pace secondo la tua parola;

perch i miei occhi hanno visto la tua salvezza,

preparata da te davanti a tutti i popoli,

luce per illuminare le genti

e gloria del tuo popolo Israele.

Il padre e la madre di Ges si stupivano delle cose che si dicevano di lui. Simeone li benedisse e parl a Maria, sua madre: Egli qui per la rovina e la risurrezione di molti in Israele, segno di contraddizione perch siano svelati i pensieri di molti cuori. E anche a te una spada trafigger lanima.

Cera anche una profetessa, Anna, figlia di Fanule, della trib di Aser. Era molto avanzata in et, aveva vissuto col marito sette anni dal tempo in cui era ragazza, era poi rimasta vedova e ora aveva ottantaquattro anni. Non si allontanava mai dal tempio, servendo Dio notte e giorno con digiuni e preghiere. Sopraggiunta in quel momento, si mise anche lei a lodare Dio e parlava del bambino a quanti aspettavano la redenzione di Gerusalemme.

 

 Tema: Lofferta.

(Leggiamo in silenzio e riflettiamo per qualche minuto).

 

Spunti per la riflessione.

Maria e Giuseppe offrono il loro primogenito al Padre e lo riscattano con lofferta di due colombi, come stabiliva la legge. Possiamo immaginare la gioia di Maria nel presentare Ges al padre; nel suo cuore avr certamente detto: Ecco, Signore Dio, questo mio figlio che appartiene a Te. In questo gesto, che dettato dal rispetto della legge, Maria si china alla volont del Padre e ci insegna che questa sua volont si deve compiere sempre: anche noi, come lei, cercheremo di fare sempre la sua volont. Maria si dimostra maestra nellascolto della parola di Dio; oggi, nel nostro tempo, cresce il bisogno  di nutrirci della parola di Cristo, ma fatichiamo a tradurlo nella realt, perch le nostre parole come i nostri pensieri sono spesso incoerenti.

Dio ci parla sempre. Ci parla attraverso i fratelli, come parl attraverso Simeone che attendeva il Messia del Signore, come lo Spirito Santo gli aveva rivelato. Maria e Giuseppe ascoltavano meravigliati quanto egli diceva del bambino, la rivelazione che quel figlio era il Salvatore e che la salvezza si sarebbe compiuta anche con tanta sofferenza della madre. Anche la profetessa Anna, questa umile donna che serviva da tanti anni nel tempio, parlava di Ges a quanti come lei aspettavano la salvezza.

Questi due vecchi, simbolo del passaggio da unera antica a unera nuova, lera del compimento del regno di Dio, manifestano a tutti la loro gioia per questa offerta damore allumanit di ogni tempo. Quando prendiamo coscienza di questo dono infinito la nostra gioia piena, come lo stata per Maria e diventiamo persone complete.

Considerazioni. Questo piccolo Ges che viene offerto al Padre offrir la sua vita di uomo per compiere la sua volont e ancora si offre a noi nelleucaristia. Quanto poco sappiamo apprezzare la grandezza di questa offerta e quanto perdiamo della gioia che da essa ci deriva!

Maria, pura pi di ogni altra creatura, si presenta al tempio per il rito della purificazione. Il rispetto per la legge, losservanza delle norme sono segno di umilt. Quanta superbia si nasconde spesso dietro la nostra trascuratezza a compiere certi gesti, ad accostarci ai sacramenti, ad esempio.

 

Chi vuole, esprima a voce alta la sua preghiera, rispondiamo tutti dicendo: Signore, rendici consapevoli del dono della salvezza.

 

Alla fine della prima parte dellave Maria diciamo: che viene offerto al Padre.

  ***

 Quinto mistero della gioia: Lo smarrimento e il ritrovamento di Ges nel tempio. (Luca 2, 41 -52).

 

I suoi genitori si recavano tutti gli anni a Gerusalemme per la festa della Pasqua. Quando egli ebbe dodici anni, vi salirono di nuovo secondo lusanza; ma trascorsi i giorni della festa, mentre riprendevano la via del ritorno, il fanciullo Ges rimase a Gerusalemme, senza che i genitori se ne accorgessero. Credendolo nella carovana, fecero una giornata di viaggio, e poi si misero a cercarlo tra i parenti e i conoscenti; non avendolo trovato, tornarono in cerca di lui a Gerusalemme. Dopo tre giorni lo trovarono nel tempio, seduto in mezzo ai dottori, mentre li ascoltava e li interrogava. E tutti quelli che ludivano erano pieni di stupore per la sua intelligenza e le sue risposte. Al vederlo rimasero stupiti e sua madre gli disse: Figlio, perch ci hai fatto cos? Ecco, tuo padre ed io, angosciati, ti cercavamo. Ed egli rispose: Perch mi cercavate? Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio? Ma essi non compresero le sue parole.

Part dunque con loro e torn a Nazaret e stava loro sottomesso. Sua madre serbava tutte queste cose nel suo cuore. E Ges cresceva in sapienza, et e grazia davanti a Dio e agli uomini.

  

 Tema: Fare la volont del Padre

(Leggiamo in silenzio e riflettiamo per qualche minuto).

 

Spunti per la riflessione.

noto lepisodio dello smarrimento di Ges, come siamo soliti chiamarlo; a ben rifletterci, tuttavia, non si tratt di uno smarrimento, il bambino infatti era semplicemente rimasto nel tempio, come dire a casa sua.

Un elemento che viene sottolineato dallevangelista quello dello stupore: lo stupore di chi lo ascoltava, lo stupore dei genitori a vederlo tra i dottori e a sentirlo discutere con loro. Ma, seppure non sia detto esplicitamente, si coglie anche, nel racconto, lemozione di Ges che per la prima volta si trova a parlare, con gli esperti, della Sacra Scrittura; il fascino che la Parola di Dio ha esercitato su di lui deve essere stato tale da fargli perdere il senso del tempo, da fargli dimenticare persino i suoi stessi genitori eppure, come viene ribadito pi avanti, era un figlio ubbidiente. I dottori del tempio gli stanno intorno mentre lui li ascolta, pone domande, risponde a sua volta alle loro domande con risposte che li lasciano stupiti. Sembra gi di vedere quel Ges uomo che la gente ascoltava ammirata perch parlava loro  con autorevolezza.

Questo episodio che infrange il silenzio in cui avvolta la vita di Ges tra la primissima infanzia e linizio della sua missione, circa trenta anni dopo, unico fatto anomalo in una vita perfettamente normale, culmina con una dichiarazione che sintetizza quella che sar la sua missione: devo occuparmi delle cose del Padre mio.

Considerazioni.  Ges, che S. Giovanni definir Parola di Dio, si appassiona indagando sulla Sacra Scrittura. Noi, che tanto pi avremmo bisogno di conoscere la Scrittura, quanto poco spazio dedichiamo al suo ascolto! Diciamo, recitando il Padre nostro, sia fatta la tua volont, per poco ci curiamo di sapere qual la sua volont.

I genitori di Ges non capirono il senso delle sue parole. Chiss quante volte si saranno guardati perplessi davanti a qualche strana uscita del loro ragazzo! Eppure non danno in escandescenze e non si lasciano prendere dallo sconforto. Aspettano: Sua Madre serbava tutte queste cose nel suo cuore. Noi ci arrendiamo facilmente. Davanti alla difficolt a capire decidiamo di fare altrimenti, secondo ci che a noi al momento pare pi giusto, anche quando la nostra scelta non conforme alla Parola di Dio, salvo poi scoprire che non avevamo ragione.

 

Chi vuole, esprima a voce alta la sua preghiera, rispondiamo tutti dicendo: Signore, facci conoscere la tua volont.

 

Alla fine della prima parte dellave Maria diciamo: Figlio devoto.

 

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