Parrocchia Sant'Eusebio - CAGLIARI

Cronache dal...foglietto Domenicale

 

Perché questa pagina?

Diciamo subito che vuol  essere specie di “liber cronicus” della parrocchia.

Alcune considerazioni:

  • La più seria mi sembra quella che, con questa pagina, corriamo il rischio di pavoneggiarci per il bene, sempre poco, che  per grazia di Dio riusciamo a fare. Tranne impreviste e sgradite eccezioni vorremmo, infatti, conservare il ricordo di quanto di positivo accade nel nostro quartiere e in modo particolare in parrocchia.

 

  • Partiamo sempre dal presupposto, scontato, che non tutto va bene, in parrocchia come altrove. Spesso l’erba del vicino ci sembra più verde, poi veniamo a sapere che anche lì si annidano le stesse piccinerie che portano alcuni dei noi a disprezzare l’ambiente in cui vivono.

 

  • Accade che ci lamentiamo perché i giornali locali non si occupano di noi se non in occasioni di cronaca nera.

 

  • Sappiamo che gli episodi spiacevoli finiscono per etichettare negativamente un quartiere anche quando si precisa: “ma la maggioranza è composta da persone oneste”. Qual è il quartiere dove non accadono fatti moralmente condannabili? Eppure si continua a parlare di quartieri malfamati e quartieri “bene”. Non voglio scatenare discussioni accademiche, ma dovremmo sempre parlare, senza giudicare, conoscendo la realtà.

 

  • Mi è anche sembrato di sentire in giro un po’ di invidia vedendo nella cronaca locale trafiletti che riguardano altre parrocchie cittadine, mai S. Eusebio.

 

  • Fino ad oggi mi son detto che non mi piaceva apparire e ad un giornalista che mi accusava di non saper far conoscere le attività della parrocchia, risposi, un po’ piccato, che quello era il suo mestiere, non il mio.

 

  •  Quando abbiamo deciso di curare un sito in internet, ho confessato subito nel foglietto parrocchiale un forte disagio, da una parte nel mettere in piazza  quelli che in fondo considero i nostri affari di famiglia,  dall’altra per la paura di apparire, vendendo fumo. Pian piano ho dovuto rivedere qualche mia posizione.

 

  • Non sono un creativo, in compenso credo di saper copiare, imitare, rielaborare iniziative di cui in qualsiasi modo vengo a conoscenza.

Ed ecco il risultato.     

Questa  pagina, che abbiamo chiamato cronaca spicciola vuol essere un contributo alla conoscenza di quanto accade nel quartiere, soprattutto sotto l’aspetto positivo, piccole cose di cui la cronaca locale non si occupa perché non fanno scalpore, ma che sono la nostra realtà quotidiana. Alcuni fatti magari hanno già trovato spazio nel nostro foglietto parrocchiale, ma può essere più facile sbirciarli da questa pagina.

E se qualche nostra iniziativa, magari già clonata, può suggerirne altre, speriamo che chi le realizza abbia maggior successo.   

 

 
 
 
intervista a Rosaria Boi, parrocchiana di Sant'Eusebio (da "IL PORTICO" del 4/10/2015) 
 
 
Grazie Carlo

Carissimo Carlo.

È con profonda tristezza e grande rimpianto che noi catechisti ti salutiamo.

Abbiamo lavorato assieme per tanti anni per far conoscere Gesù ai bambini ed ai ragazzi della nostra comunità.

Ogni anno tu rispondevi con entusiasmo "Eccomi " alla chiamata che il Signore, per tramite di don Giuseppe, ti faceva.

Anche sabato 12 il Signore ti ha chiamato e tu, obbediente come sempre al Suo richiamo, hai obbedito.

Questa volta però è stata una chiamata diversa, definitiva ed in questo caso non potevi certo rifiutarti, ma l'hai fatto senza mormorazione, con l'umiltà e l'affidamento a Lui che hanno solo le persone di grande fede quale tu eri.

Sei tornato dal Padre il giorno prima che noi catechisti ricevessimo il mandato da don Giuseppe per il nuovo anno.

Verrebbe da dire: che coincidenza!  No, per noi cristiani nulla avviene per caso.

Il Signore ti ha chiamato  a Se, al termine della tua malattia, proprio quel giorno ed in questo modo il ricordo di te, del tuo impegno, dell'impronta che hai lasciato sui tuoi ragazzi, in noi catechisti ed in tutta la comunità ci sprona per lavorare ancora meglio per la Sua Vigna.

E ci impegniamo a farlo, nel tuo ricordo ed in tuo onore, dedicando a te quest'anno catechistico.

Carissimo Carlo, durante la cerimonia di ieri fra di noi c'era un posto vuoto ed è un vuoto che rimarrà nei nostri cuori, addolcito solo dalla certezza che tu ci guardi da lassù, orgoglioso di aver fatto parte dì questa bella comunità che hai contribuito a far crescere.

Lo stesso orgoglio che abbiamo noi per aver avuto il privilegio di aver condiviso con te tanti bei momenti.

                                                                            I catechisti, le catechiste

     

 

 

Don Giuseppe, la Comunità Parrocchiale, i gruppi Parrocchiali

 e tutto il mondo web della Parrocchia  di Sant'Eusebio 

si stringono affettuosamente a Patrizia e Agata

 in questo momento di grande dolore per la scomparsa del caro Carlo

 

 
 
 

 

Grazie Francesco

Per aver speso il tempo che il Signore ti ha concesso sulla terra con coraggio esemplare, con  fede incrollabile.

Hai consegnato tutto te stesso al Signore.

Hai donato ai tuoi fratelli i talenti che il Signore ti ha dato.

Hai prodotto nella tua vita grande frutto ed il Signore, come è scritto, ti renderà il cento per uno.

Grazie perché sei stato d’esempio per tutti coloro che hanno avuto il privilegio di starti vicino. Soprattutto per i Vincenziani.

Sei stato per noi una grande guida spirituale:

le tue catechesi ci hanno aiutato nella  comprensione della Parola di Dio,

facendoci afferrare  il senso profondo di quel tempo che ci è concesso fra la vita e la morte.

Ci hai insegnato a spenderlo nella ricerca dell’essenziale, a fuggire dalle tentazioni vuote del peccato. 

Il nostro affettuoso pensiero ed un sincero e fraterno abbraccio va  a Mariolina, la tua dolcissima sposa e compagna di vita,

ed alla tua adorata figlia Sabrina che ti hanno  affiancato e sostenuto con amore profondo nella tua lotta contro la malattia.

Ciao Francesco, 

ti salutiamo  pensando alla gioia con la quale gli Angeli ti hanno accompagnato

al Trono dell’Altissimo dove hai trovato finalmente  la pace.

I tuoi fratelli Vincenziani.

 

 

Don Giuseppe, la Comunità Parrocchiale, i gruppi Parrocchiali

 e tutto il mondo web della Parrocchia  di Sant'Eusebio 

si stringono affettuosamente a Mariolina  e Sabrina

 in questo momento di grande dolore per la scomparsa del caro Francesco

 

 

 

 

S. Eusebio festa 2013

 

 
 
 

2012

 

Lettera ad un Amico

 

 

Un amico in meno sulla terra, un protettore in più in cielo

 

Un amico in meno sulla terra, un protettore in più in cielo. Con questa certezza, suggerita dalla fede, la parrocchia ha accolto la notizia della morte di monsignor Eugenio Zucca.

Le vacanze estive e il mini esodo di molti parrocchiani verso località di villeggiatura, hanno solamente attutito, il primo giorno d’agosto, l’eco di un passa parola rimbalzato via telefono di casa in casa: “E’ morto don Zucca”.

 Alle prime luci del giorno, la vigilia della festa liturgica di Sant’Eusebio, dopo una lunga malattia, nella clinica “Lay” cessa di vivere il “monsignore della messa delle 8”.

Don Giuseppe Cadoni, infatti, gli aveva ritagliato questo spazio domenicale che don Zucca gestiva con l’entusiasmo che l’ha contraddistinto in tutte le tappe dei suoi 56 anni di sacerdozio: san Priamo e san Vito, Quartu Sant’Elena, Giorgino, sant’Eusebio, Burcei, Serramanna, sant’Anna e canonico penitenziere della cattedrale.

Quando i capricci della salute l’hanno costretto a ridurre l’attività, don Zucca è ritornato nella parrocchia scelta, fin dagli anni ’60 del secolo scorso, per vivere, secondo i disegni del cielo, il crepuscolo del suo servizio alla Chiesa.

Alle falde del nostro colle San Michele è arrivato nel 1967, inviato dall’arcivescovo monsignor Paolo Botto per fare il vice parroco di don Francesco Alba, fondatore della comunità. “Non avevo accolto con entusiasmo la nomina. Pur non avendo conoscenza diretta della situazione della parrocchia, sapevo – dirà in seguito don Zucca – che vi erano molti problemi, soprattutto finanziari”.

Il nuovo viceparroco, nato a Decimoputzu il 21 marzo 1929, si inserisce subito nell’ambiente, diventando in breve tempo punto di riferimento pastorale per tutti.

Si crea un situazione particolare a sant’Eusebio: don Alba si preoccupa di far andare avanti i cantieri sociali della parrocchia (chiesa in costruzione, scuola popolare, scuola di dattilografia), don Eugenio prende in mano catechesi, liturgia, rapporti con i fedeli e i gruppi giovanili.

Il riconoscimento di questo ruolo centrale viene da una fonte autorevole: don Antonio Porcu. “I parrocchiani avevano il loro punto di riferimento in don Zucca e forse ritenevano – ricorda il sacerdote responsabile della nostra parrocchia dal giugno 1968 a dicembre 1981– che sarebbe stato più opportuno che fosse  stato nominato parroco. Eravamo coetanei, aveva fatto bene in parrocchia, col suo carattere mite e accomodante avrebbe con più facilità aiutato la comunità a ricompattarsi e a vivere in comunione”.

Le vicende della vita hanno portato don Zucca lontano, ma il cordone ombelicale formatosi con la parrocchia nei suoi diciotto mesi trascorsi a sant’Eusebio ha resistito all’usura del tempo.

La gente di questo quartiere – diceva spesso il nostro monsignore – è generosa”.

L’aveva sperimentato direttamente. “Un giorno – raccontava -  vennero gli operai ad avvertire che stavano per staccare  la corrente della chiesa e dei locali parrocchiali. Le bollette non venivano pagate da molti mesi.

Non sapevo come fare. Dopo la messa, era il giorno del Sacro Cuore, mi rivolsi ai fedeli confessando di non disporre della somma necessaria per evitare l’intervento del’Enel.

Arrivarono in tanti, uno dopo l’altro con le bustine contenenti le offerte. Tanti, ma tanti. Mi dicevano: tenga è per pagare la corrente.

I bambini mi portavano i loro salvadanaio con queste parole: E’ la luce per Gesù”.

Difficile condensare nello spazio ridotto di questo notiziario l’affetto di monsignor Zucca per la parrocchia, per la quale ha composto anche la musica dell’”inno a Sant’Eusebio” ( parole di monsignor Luigi Cherchi).

Si può dire che negli ultimi anni della sua collaborazione, sempre in punta di piedi per non disturbare, ha cercato di realizzarsi solo e sempre nella sua dimensione sacerdotale: celebrare la messa, confessare, pregare.

Con noi aveva festeggiato tutti i momenti previsti dalle celebrazioni per il 50.mo di fondazione della parrocchia.

Alcune pagine della nostra storia parrocchiale sono state scritte da don Eugenio Zucca.

                                                                                            Mario Girau

 

Il 95 % delle foto pubblicate in questo sito sono state scattate da Ignazio, lo ringraziamo per aver immortalato con gli scatti fotografici, alcuni dei momenti più belli e importanti per la nostra parrocchia, le immagini che ci ha regalato resteranno per sempre, e per noi resterà sempre  il suo ricordo.

Ciao Ignazio

Don Giuseppe, la Comunità Parrocchiale, i gruppi Parrocchiali e tutto il mondo web della Parrocchia  di Sant'Eusebio  si stringono affettuosamente a Mariella, Matteo, Francesco e Daniele in questo momento di grande dolore per la scomparsa del caro Ignazio

 

 

 

dal foglietto    domenicale N° 445  

dal foglietto    domenicale N° 445  

 

 

 
 

È  stata una sera davvero speciale quella di Sabato 15 Maggio 2010.

Abbiamo vissuto due  importanti momenti di preghiera e di socializzazione.

Alle 19, celebrazione della Santa Messa con le nostre sorelle e fratelli infermi con i quali e per i quali abbiamo pregato.

E’ stato un  intenso  momento di spiritualità con i malati idealmente abbracciati dalla comunità, della quale sono  la parte più amata dal Signore.

Dopo la Messa si è passati alla cena organizzata per i meno giovani.

Momento meno spirituale ma altrettanto coinvolgente.

Hanno partecipato più di settanta over 65, con entusiasmo, voglia di stare insieme, di trascorrere una  sera diversa.

Menù ricco ed abbondante con un buon vino che ha scaldato cuori e  sciolte le lingue.

Da sottofondo ha fatto la buona musica proposta da Marcello  che ha contribuito a rendere ancora più allegra e socializzante l’atmosfera.

Si inizia con gli antipasti e  si prosegue con il primo.

Degli ottimi gnocchetti  alla campidanese che riscuotono grande successo, dimostrato da qualche  impressione raccolta tra i tavoli: “Signora le piacciono i gnocchetti?” “Mmm, bonus custus malloreddus ! Sa bagna esti cummenti cussa chi fazzu deu”.

 E un’altra: “Bonusu ! Ponimindi un’atru pagu. Ma pagu però , asinuncas  po’ digiriri mi toccara pigai sa magnesia!”.

Si mangia, si scherza, l’atmosfera è allegra.

Marcello, a gran richiesta  propone tango, valzer, twist, cha-cha-cha : molti ballano, tutti sono contenti.

La simpatica esibizione del gruppo del ballo sardo rende  ancora più gustosi i malloreddus. “Signora venga a ballare anche lei” “ lassami stai chi non mi possu movi, seu tottu kankarara! “Profumo di cibo, voglia di stare insieme, di divertirsi. 

Ma anche qualche momento di nostalgia.

Si apre  qualche cassetto della memoria e si ricordano assieme piccoli episodi di vita di quartiere, di  vicinato, che  riportano l’orologio indietro di qualche decennio.“Oh signora ‘Fisina si d’arregordara  Bonarina, cussa chi biviara in is domus de s’ina casa…, le chi su mariru teniara un’apixedda?” “Eia, gi mi da d’arregordu! Su  fillu fiara a conck’e bagna chi s’esti coiau con d’una de  Masullas…..” E così via….Arrivano gli arrosti.

Si chiudono rapidamente i cassetti della memoria  e si agitano coltelli e forchette.

Qualcuno chiede il bis sotto gli occhi ammirati dei vicini di tavola, che però non risparmiano qualche commento ironico: “pittiku su famini..  gi pappa pagu”. Mentre scrivo, rivivo quei bei momenti. Che tenerezza!

Carissimi amici, la comunità vi abbraccia uno per uno. Siete  la nostra vita, la nostra storia: e’ una storia infinita, che si ripete. Siete quello che saranno i nostri nipoti: fra cinquanta anni probabilmente saranno seduti al vostro posto.

Si dice che tutto passa. Io non lo credo. Nulla passa. Tutto rimane scritto.

Il passato ed il futuro sono presenti contemporaneamente nel Signore.

I nostri momenti belli, quelli brutti, le gioie ed i dolori che stasera abbiamo ricordato.

Non viviamo con tristezza pensando al passato, perché sul nostro passato si costruisce il futuro, ma viviamo con gioia e serenità il presente.

La cena finisce, la stanchezza si fa sentire. Si torna a casa.

Molti chiedono di ripeterla più spesso, anche se con un semplice spuntino ,  ma con lo stesso entusiasmo.

E’ una ipotesi da prendere in seria considerazione. Tutti ringraziano. Ma è la comunità che ringrazia voi.

Per quello che siete stati, che siete, che sarete.

Esempio per i giovani, speranza, anzi certezza  per chi crede di non avere futuro.

I vostri tempi erano molto difficili eppure siete qui a testimoniare che il Signore ci dà la croce, ma anche la forza di portarla. “Ad atrus annus con saluri” “ Deus bollara” Sicuramente vorrà.

P.S   Forse è fuor di luogo, ma sento la necessità, a nome mio e, credo, a nome di tutti gli anziani di ringraziare coloro che hanno pensato, voluto, organizzato e contribuito  alla riuscita di questa bellissima iniziativa.

                                            Paolo

dal foglietto domenicale N°393

 

 

In memoria di Patrizia

 

Domenica sera, la domenica delle Palme, abbiamo vissuto nella sala del teatro un momento di riflessione, meditazione e di preghiera in ricordo di Patrizia.

Noi non abbiamo conosciuto Patrizia in parrocchia, ma vedendone la foto abbiamo capito di averla conosciuta nel centro commerciale dove lavorava.

Il nostro ricordo è quindi solo quello legato a momenti fugaci, superficiali  ma la ricordiamo comunque come una bella e simpatica ragazza.

Ma domenica sera l’abbiamo conosciuta realmente.

Attraverso il bel momento che i ragazzi della parrocchia ci hanno fatto vivere. Canti, riflessioni, meditazioni.

Non una celebrazione commemorativa, ma un tenero e gioioso abbraccio a lei, a Francesco, alla figlia.

Attraverso la tenerezza, la dolcezza, la delicatezza che abbiamo percepito nei canti, nelle riflessioni che i suoi amici della parrocchia  le hanno dedicato,

abbiamo conosciuto  una persona solare, allegra, gioiosa, profondamente spirituale;

capace, dopo tre anni, di suscitare ancora e sicuramente per molto tempo ancora, nelle persone che l’hanno conosciuta, sentimenti molto forti.

Cara Patrizia, ci dispiace non averti conosciuta in parrocchia: tutti ti ricordano con affetto e rimpianto.

Ma anche noi domenica ti abbiamo conosciuto. Abbiamo percepito la tua presenza. Grazie.

Grazie perché abbiamo avuto ancora conferma, se mai ce ne fosse bisogno, che la fine della  vita terrena, per chi ha la Fede, non porta via la persone che amiamo.

 Le trasforma e ce le restituisce in un'altra forma, in una forma Divina.

E la serenità, la dignità, diremmo quasi la gioia di Francesco  e della figlia ne sono una conferma. Arrivederci.

Una piccola notazione sullo spettacolo. Bravi.

Nel canto (abbiamo scoperto delle voci straordinarie), nella scelta delle riflessioni, nella capacità di trasmetterci emozioni, di commuoverci.

Sono stati capaci di cogliere ed interpretare i sentimenti di tutta questa bella comunità parrocchiale.     

                                                    Paolo e Lia

dal foglietto domenicale N°386

 

 

A  Bruno

Siamo rimasti tutti scioccati quanto abbiamo letto l’articolo sul giornale.

Bruno non era più con noi, gli era successo qualcosa di brutto, lontano dalla sua famiglia, dai suoi amici.

Era con noi per le vacanze di Natale.

Era felice d’essere a casa con la sua famiglia che era la cosa più importante, il centro del suo mondo;

sua moglie i suoi bambini e la sua “mamma sprint” come amava definirla, a cui diceva di avere ereditato il carattere e la voglia d’essere sempre attivo e in movimento.

Ed è cosi che vogliamo ricordarlo: attivo, con tanta voglia d’allegria.

Come quando ci raccontava i suoi guai trasformandoli in barzellette, compresa l’alluvione.

Ogni cosa perdeva la sua drammaticità, portava il buon umore con sé.

Vorremmo dire alla sua famiglia che la nostra amicizia non muore e se hanno bisogno del nostro aiuto, noi ci siamo.

Bruno: ora ci guardi mentre ti coccoli tra le braccia del Padre Celeste e sicuramente preghi per la tua famiglia rimasta orfana del suo pilastro.

Ciao Bruno ti vogliamo bene.

                                                                                      Gli Amici del quartiere

 

 

Siamo vivamente commossi per l’affetto che la Comunità ha manifestato a Bruno e a tutti noi nella commovente e splendida messa veramente degna di lui. Grazie di cuore.

                                                                                      La famiglia di Bruno 

dal foglietto domenicale N°376

 

 

Dando una rapida scorsa al calendario liturgico nel foglietto della settimana di Natale, al 24 dicembre spicca in rosso un appuntamento piuttosto insolito:

ore 12,00 centesimo compleanno di Antonia Tuveri.

Beh, insolito lo è di certo: siamo abituati a battesimi, matrimoni, magari anche prime confessioni e comunioni e cresime, ma un compleanno?

Sì, ma che compleanno, gente, una cifra tonda tonda, un secolo.

Non sarà magari un caso più unico che raro, ma un certo effetto lo fa ed è commovente che un compleanno così significativo sia stato festeggiato in chiesa,

in una messa alla quale tutta la comunità poteva liberamente partecipare: in fondo una vita che è passata attraverso due guerre mondiali non può essere considerata un fatto strettamente privato.

Quanti fatti dolorosi o gioiosi, quante situazioni difficili, quanti momenti di incertezza o di determinazione, quante emozioni,

quanti errori e quante cose buone, quanto pianto e quanto riso sono occorsi per riempire tutti i giorni di cento anni di vita?

Sicuramente neppure nonna Antonia ha potuto tenere il conto, lo sa solo Dio che abbiamo ringraziato per il dono di questa lunga vita.

Dice Rosa, una vivace novantenne: “alla mia età gli anni non si nascondono, anzi ogni anno che si aggiunge è motivo di soddisfazione”.

Cara nonna Antonia, ti auguriamo di vivere con soddisfazione e gioia ogni anno che il Signore vorrà aggiungere a quelli che già ti ha dato, una vita ricca è ricchezza per tutti.

E un grazie per aver accettato di condividere con noi questo momento gioioso da tutta la comunità parrocchiale di S. Eusebio 

dal foglietto domenicale N°374

 
 

 

“E' festa grande”. Così  s'intitolava il canto d'ingresso della messa e le prime parole intonavano:  

“ E' festa grande oggi a Gerusalemme, lo sposo porta in casa la sua sposa; è festa in cielo, festa sulla terra, amica, vieni a stare insieme a me”.

E come preannunciava la canzone è stata veramente una festa grande ed emozionante poter partecipare alla festa della Sacra Famiglia

e rinnovare le proprie promesse matrimoniali davanti a Dio e nel nostro caso, in questa occasione, davanti ai propri figli.

E' stata una festa coinvolgere i nostri figli a questo evento, facendo capire loro quanto i propri genitori si amassero e credessero al matrimonio celebrato undici anni fa davanti a Dio.

E' stata festa poter vedere quanto affetto avessero i due sposi che hanno condiviso con noi i loro 60 anni di matrimonio.

E' stata festa poter assistere all'omelia del parroco don Giuseppe e alla sua commozione nel celebrare la messa.

E' stata festa vedere tante coppie prendersi la mano destra e rinnovare le proprie promesse matrimoniali.

E' stata festa condividere con tanti amici questo fantastico momento. Ma è stato soprattutto festa rinnovare l' amore alla propria amata/o davanti al Signore.

E’ per tutto questo che vi ringraziamo per averci regalato questo splendido momento del percorso del nostro amore.

                                                                                                                                               Alessandra e Corrado

dal foglietto domenicale N°373

 

 

 

...OlD AND NEW

 

Anche quest’anno, come da tradizione, i nostri bambini ci hanno proposto un momento di riflessione in musica sul Natale, devo dire che da protagonista “interna” sono riuscita a vedere l’emozione sia dei piccoli,

sia dei genitori che seduti ai propri posti ammiravano con sorrisi e tanta emozione i loro bimbi che con delle canzoncine annunciavano la venuta di Gesù tra la gente.

Io ero nelle vesti della stella cometa, con grande stupore per grandi e piccini, sono stata la guida per questi piccoli angioletti e per le stelline che invece da anni stanno seguendo con passione ciò che gli viene proposto.

Questo spettacolino è servito, come ha detto anche Don Giuseppe, a dimostrare che il nostro oratorio sta funzionando, e che se ci mettiamo tutte le nostre forze siamo in grado di realizzare delle cosette davvero carine.

Il gruppo dei bambini che ha cantato Domenica è formato da piccolissimi come Claudia, che se non sbaglio ha 3-4 anni, sino ad arrivare a Grazia che ne avrà 11 o 12,

due mondi un pochino distanti ma che insieme sono stati in grado di emozionare genitori, nonni e amici.

 Ma la parte più bella credo sia stata la preparazione, perché sicuramente chi come Claudio li ha seguiti, avrà avuto l’onore di vederli impegnati e coinvolti nel costruire un qualcosa di semplice ma davvero importante.

È per questo che l’applauso più grande va a loro che hanno sconfitto la timidezza e sono saliti “sul palco” come delle vere e proprie STAR.

Concludiamo sperando che “IL CORO DELLE 9,30 OLD AND NEW” cresca sempre di più e insegni tante cose a tutti noi che spesso

non riusciamo a tirare fuori la gioia e l’amore che loro mettono nel cantare una semplice canzone …. e ricordiamoci che Natale è Festa …. per tutti …   

                                                                                                                  Carlotta

 

dal foglietto domenicale N°372

 

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