Parrocchia Sant'Eusebio - CAGLIARI

           CONSIGLIO PASTORALE      

 

verbali del consiglio

DAL CODICE DI DIRITTO CANONICO

CONSIGLIO PASTORALE

Can. 536 - § 1. Se risulta opportuno a giudizio del Vescovo diocesano, dopo aver sentito il collegio presbiterale, in ogni parrocchia venga costituito il consiglio pastorale, che è presieduto dal parroco e nel quale i fedeli, insieme con coloro che partecipano alla cura pastorale in forza del proprio ufficio, prestano il loro aiuto nel promuovere l'attività pastorale.

§ 2. Il consiglio pastorale ha solamente voto consultivo ed è retto dalle norme stabilite dal Vescovo diocesano.

DAL CONCILIO PLENARIO SARDO

N. 56 Il Consiglio Pastorale Parrocchiale e il Consiglio Parrocchiale per gli Affari economici devono essere presenti e operativi in tutte le parrocchie

DALLA NOTA PASTORALE DIOCESANA

del 29/5/2005

N.18  - In ogni parrocchia ci sia il Consiglio per gli Affari Economici e il Consiglio Pastorale. sia il primo che il secondo saranno regolati dall'apposito regolamento  

 

 

LA NOSTRA STORIA

Il Consiglio Pastorale nella nostra parrocchia ha un'origine molto antica, è nato, praticamente con la Parrocchia ed è stato il primo in Italia. Scrive infatti D. Alba, il parroco fondatore:

"Si costituì un Consiglio d’Amministrazione,  che divenne poi il Consiglio Pastorale Parrocchiale, che raccoglieva tutte le risorse umane e cristiane del quartiere e cercava di rispondere ai bisogni della gente. Per il Consiglio Pastorale Parrocchiale fu predisposto uno statuto; la rivista nazionale “Orientamenti Pastorali” lo pubblicò nelle sue pagine, lo additò come prototipo e lo indicò come primo esperimento di CPP in Italia."

Risulta dalla storia della parrocchia che ha funzionato con alterne vicende, di fatto il nuovo parroco nel 2002 si trovò a dover costituire ex novo C.P.P. e il C.P. AA.EE. con le difficoltà di chi è nuovo dell'ambiente.  Forse si ritenevano decaduti, secondo le direttive che sarebbero state diramate dal nuovo vescovo, appena il nuovo parroco si fu un po' ambientato cominciò a invitare le persone chi gli sembravano interessate e sensibili al problema poi, dall'altare fissò i primi incontri estendendo l'invito a chi volesse partecipare. Gli incontri iniziarono il 3 Aprile del 2003. All'inizio ci si trovò in una quindicina con i quali si avviò in maniera quasi informale il discorso sulla necessità, gli scopi e i modi con cui, il più democraticamente possibile, costituire questi organismi parrocchiali. Come sempre avviene il numero dei partecipanti era un po' variabile. Fu deciso che alcuni membri sarebbero stati scelti dal parroco, e ogni gruppo operante in parrocchia avrebbe scelto un suo rappresentante, di fatto quella seconda via che sarebbe stata prospettata nel Direttorio diocesano del 20/1/2006.   Caratteristica del nostro Consiglio Pastorale Parrocchiale è che chiunque può partecipare e prendere la parola, per ora non abbiamo avuto problemi. e che praticamente ad ogni riunione viene presentata la situazione economica della parrocchia, per cui il C.P.AA.EE. è un organismo più snello che affianca il parroco nella gestione degli affari economici sia per quanto riguarda decisioni urgenti sia col consiglio sulla utilità e le procedure da seguire. 

 

Dal Direttorio e Regolamenti dei Consigli Parrocchiali dell'Arcidiocesi di Cagliari

11. Seconda via: dalla Parrocchia al popolo.

Non sarà difficile, laddove già non sia operante il C.P.P., chiamare rappresentanti e delegati a prendere in mano la programmazione pastorale. Il pericolo e il nemico da tener presente in questo contesto è la chiusura e il compiacimento per il vissuto e il già realizzato in strutture e attività collaudate. Tutto pare soltanto da portare avanti, da rendere più efficiente. Pur niente sottostimando, non ci si può illudere di essere lievito per la massa della popolazione se non con proposte nuove o rinnovate di evangelizzazione e scuotendoci a nostra volta col farci carico delle delusioni e delle speranze dell’intero territorio. Sarà necessario allora che nel C.P.P. siano cooptati i rappresentanti laici delle forze vive della società civile, per categorie, per età, per rioni. Il lavoro per commissioni sarà il più fruttuoso. Sono praticabili altre strade per la costituzione e la corretta impostazione del C.P.P.? Certamente, anche a partire da una sintesi di elementi suggeriti nei due metodi indicati. Ripetiamo che solo una specifica concreta valutazione delle condizioni reali della parrocchia deve dettare il percorso ottimale qui ed ora. E l’indicazione sia tenuta presente per la revisione periodica - di estrema utilità - del suo ruolo effettivo nella vita della Parrocchia e per l’individuazione dei percorsi della propria interna crescita a servizio della crescita dell’intera comunità parrocchiale.

REGOLAMENTO DEL C.P.P.

1. Il C.P.P., come primo Consiglio della famiglia parrocchiale, è organismo stabile di comunione e corresponsabilità della parrocchia. La sua natura ecclesiale ne determina la funzione e la susseguente conduzione canonica. Ha come unica finalità la promozione della vita cristiana e dell’azione pastorale parrocchiale. Vive della fede, programma nella speranza e condivide nella carità, facendosi così carico della promozione della vita cristiana parrocchiale e di ogni bene e problema della società civile del territorio.

2. Il C.P.P. è costituito, con atto formale scritto, dal Parroco. In quanto organismo collegiale, salvo quanto previsto al n. 7, esso rimane in carica per tre anni, al termine dei quali può essere confermato anche tacitamente una sola volta, in tutti i suoi componenti. Al termine del sessennio decade e va ricostituito persona per persona.

3. Membri, cioè componenti, del C.P.P. sono:

a) d’ufficio, il Parroco e gli altri sacerdoti e diaconi, impegnati personalmente nella pastorale parrocchiale;

b) per rappresentanza, delle associazioni di fedeli impegnati nel territorio parrocchiale; l’elezione di questi, fatta in autonomia dai diversi gruppi, va confermata dall’accettazione del Parroco;

c) per chiamata, da parte del Parroco, di laici con funzioni pubbliche rappresentative del tessuto sociale parrocchiale.

4. Circa il numero dei componenti del C.P.P. si segua l’indicazione: il numero dei membri per chiamata o per elezione sia almeno uguale a quello dei membri per ufficio e rappresentanza.

5. Su convocazione del Parroco il C.P.P. si riunisce almeno tre volte l’anno (alla ripresa delle attività parrocchiali dopo la pausa estiva; nell’ inverno; alla conclusione delle attività pastorali dell’anno). Il Parroco personalmente ne presiede i lavori, mentre un Segretario ne registra lo svolgimento in un verbale, da conservarsi in archivio.

6. Il Segretario, la sua nomina spetta al Parroco, può essere indicato dal Consiglio oppure approvato dal Consiglio su indicazione del Parroco. È stabile nel triennio, cura il registro dei verbali, convoca a nome del Parroco il C.P.P. comunicando all’occorrenza l’ordine del giorno, tiene i contatti con la comunità. Il segretario convoca, col consenso del Parroco, una riunione straordinaria del C.P.P. quando lo richieda la maggioranza dei componenti.

7. Nel caso il Parroco venga trasferito, il C.P.P. decade e va ricostituito in piena libertà dal nuovo Parroco.

8. Seppure i componenti del C.P.P. debbano essere personalmente determinati per quanti ne fanno parte per ufficio, per rappresentanza e per chiamata, è facoltà del Parroco chiamare alle decisioni più importanti, più o meno occasionalmente e in vista o in supporto al C.P.P., l’intera popolazione territoriale o i partecipanti all’Eucarestia domenicale. Nei quali casi devono essere però salve le prescrizioni del CDC: è assemblea di fedeli cristiani per promuovere l’azione pastorale della Chiesa e l’ultima decisione non è dell’assemblea ma del Parroco. Evidentemente le norme sul numero dei componenti il C.P.P. non valgono nel caso delle assemblee di fedeli.

9. È facoltà del Parroco proporre elezioni al suo popolo, perché lui possa chiamare a far parte del C.P.P. quanti sono graditi alla popolazione e indicati preferenzialmente. La lista dei candidati va approvata previamente dal Parroco. Oppure ci si può ispirare liberamente al metodo della terna, tradizionale nella Chiesa: l’elezione di un certo numero di ‘preferiti’ dalla popolazione, tra i quali il Parroco chiamerà al Consiglio solo alcuni, secondo anche la loro disponibilità.

10. Il C.C.P. può delegare l’interessamento a diverse problematiche a delle Commissioni, composte da suoi membri. Sono costitutive infatti della Parrocchia, in quanto popolo sacerdotale, profetico e regale, le attenzioni alla liturgia, alla catechesi e alla carità. Può ugualmente essere di grande utilità che il Parroco chiami accanto a se’ alcuni membri del CCP, in un Direttivo più agile.

11. Il C.P.P. è informato dal C.P.AA.EE. parrocchiale sui bilanci e sulla conduzione economica della parrocchia. A sua volta ne informa l’intera comunità parrocchiale. Sui bilanci e sulle iniziative del C.P.AA.EE. esprime parere non vincolante e indirizzo per le intraprese più impegnative della parrocchia.

12. Il presente Regolamento è unico per tutte le parrocchie della diocesi e va di norma adottato. Diversa composizione e funzionamento del C.P.P., registrati in un particolare Regolamento, in deroga al presente, devono essere approvati per iscritto dall’Ordinario ed hanno validità triennale dalla data dell’approvazione. È facoltà del Parroco pertanto presentare alla valutazione dell’Ordinario, o di una Commissione delegata, un proprio progetto o un Regolamento già in vigore.

CONSIGLIO PASTORALE IN CARICA

DON GIUSEPPE CADONI (PRESIDENTE)

ATZENI IGNAZIO, CAVAGNINO STEFANO, CONSIGLI ENRICO, DE LUSSU LELLO,

DI MONTE MINA, DI VINCENZO TERESA, ERRIU SILVIA, FARRIS PAOLO,

LAI GIANCARLO, LALLA (CARITAS), MACIS DANIELA, MANCA CARLA, MARRAS MAURO,

MASALA MARCELLO, MELIS BRUNA, RUIU CRISTINA, TURRI FRANCESCA 

 

 

CONSIGLIO PASTORALE DELLA PARROCCHIA DI S. EUSEBIO DAL 2003 al 2009

MELIS GIULIA    COSSU CLAUDIO    MANCA MARIELLA    PALA GIOVANNA

MUGGIANU CATERINA    MEDAS ROMOLO    GIRAU MARIO    CAO NENNI   

MURA NINO    CHERI SEBASTIANO    PILI ALFONSO    LODDO ANNA

PRETA NICOLA    SANNA FRANCESCO    LAI GIOVANNA     BOI ROSARIA 

MONTEVERDE MARISA    PINNA GRAZIELLA    LODDO ERMINIO

COGOTTI EDMONDO    MASALA MARCELLO    PINNA SANDRO

   TUMATIS FRANCESCO    CORTIS GIANFRANCO    COIANA RICCARDO

 

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